Croft: "Novak Djokovic non riesce proprio a controllare le sue emozioni"



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Croft: "Novak Djokovic non riesce proprio a controllare le sue emozioni"

Le Olimpiadi di Tokyo si sono concluse nel peggior modo possibile per Novak Djokovic. Il numero 1 del mondo, che inseguiva il sogno di realizzare il ‘Calendar Golden Slam’, ha visto svanire tutto nel giro di poche ore.

Avanti di un set e di un break contro Alexander Zverev in semifinale, il fuoriclasse serbo ha accusato un calo psico-fisico che lo ha abbattuto a tal punto da perdere 10 degli ultimi 11 game del match. Non è andata meglio la finale per il bronzo, in cui si è arreso ad un ottimo Pablo Carreno Busta per 6-4 6-7 6-3 al termine di una battaglia estenuante.

Viste le sue non perfette condizioni fisiche, il 20 volte campione Slam ha preferito non rischiare ritirandosi dal doppio misto. Durante la sfida contro Carreno Busta, il 34enne di Belgrado si è lasciato andare a qualche gesto di nervosismo, avendo persino scaraventato la racchetta sugli spalti.

Lo spagnolo ha manifestato tutto il suo disappunto quando si è accorto che a Nole non era stato inflitto neppure un warning. Parlando su Eurosport, l’esperta Annabel Croft ha analizzato il comportamento di Djokovic.

Djokovic lascia Tokyo senza alcuna medaglia

“Dobbiamo tenere conto che la posta in palio per Novak Djokovic era davvero altissima. Ha conquistato i primi tre Slam della stagione e andava a caccia dell’oro olimpico per realizzare il ‘Calendar Golden Slam’.

Sicuramente la disfatta con Alexander Zverev è stata amarissima, anche per via dell’andamento di quella semifinale” – ha illustrato l’ex numero 24 WTA. “Sia Djokovic che Carreno Busta avrebbero voluto competere per l’oro, quindi non era facile ritrovare le motivazioni.

Di solito nel tennis vai a casa quando perdi, quindi si trattava di uno scenario insolito. Nole ha esternato la sua frustrazione scaraventando la racchetta in tribuna, contro lo stesso avversario che era dall’altra parte della rete quando fu squalificato agli US Open 2020.

Carreno si è lamentato perché il giudice di sedia non ha nemmeno ammonito il serbo. È parso evidente a tutti come Djokovic non riuscisse proprio a gestire le sue emozioni" - ha aggiunto Croft.