Novak Djokovic controcorrente: "Senza la pressione, non esisterebbe il nostro lavoro"



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Novak Djokovic controcorrente: "Senza la pressione, non esisterebbe il nostro lavoro"

Novak Djokovic è un uomo in missione, quest’anno più che mai. Il numero 1 del mondo insegue il sogno di realizzare il ‘Calendar Golden Slam’, che gli permetterebbe di scrivere l’ennesima pagina di storia del tennis.

Grazie al successo a Wimbledon qualche settimana fa, il veterano serbo ha già eguagliato i suoi eterni rivali Roger Federer e Rafael Nadal portandosi a quota 20 titoli del Grande Slam. La sua ultima sconfitta risale ormai alla finale degli Internazionali BNL d’Italia più di 70 giorni fa.

Il 34enne di Belgrado non poteva iniziare meglio il suo cammino alle Olimpiadi di Tokyo, avendo staccato il pass per i quarti di finale senza cedere neppure un set. Il boliviano Hugo Dellien, il tedesco Jan-Lennard Struff e lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina non sono riusciti a mettere in difficoltà un Nole solido e concentrato.

Il prossimo ostacolo sul suo cammino sarà il padrone di casa Kei Nishikori. Steffi Graff è stata l’unica tennista in grado di completare il ‘Golden Slam’ nel 1988, aggiudicandosi tutti e quattro gli Slam e l’oro olimpico nello stesso anno solare.

A tenere banco in questa edizione dei Giochi è anche il tema della salute mentale, specialmente dopo le esternazioni di Naomi Osaka e della ginnasta Simone Biles. In conferenza stampa, Djokovic ha espresso la sua opinione al riguardo.

Djokovic affronta il tema della pressione

“La pressione è un privilegio, almeno per come la vedo io. Senza pressione, non esisterebbe lo sport professionistico. Se miri a raggiungere i livelli più alti in qualsiasi sport, è bene che impari fin da subito come gestire la pressione sia dentro che fuori dal campo di gara” – ha analizzato Djokovic.

“Non sto dicendo che io non avverto tutto quel rumore che mi circonda, ma faccio in modo che non arrivi a distruggermi. So di avere abbastanza esperienza per entrare in campo e giocare il mio miglior tennis. Mi vengono in mente le Olimpiadi di Rio 2016.

Ero il grande favorito, avevo vinto quattro degli ultimi cinque Slam ed ero il numero al mondo. La sensazione era simile a quella di adesso, ma ora sono molto più esperto” – ha aggiunto.