Novak Djokovic: "Costruivo il trofeo di Wimbledon nella mia stanza da piccolo"



by   |  LETTURE 3222

Novak Djokovic: "Costruivo il trofeo di Wimbledon nella mia stanza da piccolo"

Novak Djokovic ha letteralmente sbaragliato la concorrenza in questa prima metà del 2021, avendo già messo in bacheca la bellezza di tre titoli del Grande Slam. Il sesto sigillo a Wimbledon una decina di giorni fa gli ha inoltre permesso di raggiungere gli eterni rivali Roger Federer e Rafael Nadal a quota 20 Major.

Non è un mistero che il numero 1 del mondo insegua il ‘Calendar Golden Slam’, un’impresa epica che sta alla base della sua decisione di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo nonostante le fortissime restrizioni e l’assenza di pubblico.

Il fuoriclasse serbo vanta soltanto un bronzo a Pechino 2008 nel suo palmarés, un motivo in più per andare a caccia del metallo più prezioso in Giappone. Dovrà stare attento soprattutto a Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev, che hanno manifestato intenzioni bellicose prima di imbarcarsi per Tokyo.

Si giocherà sul cemento all’aperto al meglio dei tre set, finale inclusa, condizioni ideali per il 34enne di Belgrado. Qualche giorno fa, tramite il suo profilo Instagram, il 20 volte campione Slam ha ribadito tutta la sua gioia per aver sollevato il trofeo di Wimbledon.

Novak Djokovic insegue il 'Calendar Golden Slam'

“Sono consapevole di essere in ritardo, ma non è mai troppo tardi per celebrare una vittoria a Wimbledon. Volevo scrivere poche parole dopo aver visto una bellissima foto che mi ritrae con il trofeo in mano, anche se non so da chi sia stata scattata.

Mi ha riportato con la mente alla mia infanzia e a quando ho mosso i miei primi passi nel tennis. Quando ero soltanto un bambino, mi divertivo a costruire il trofeo di Wimbledon con del materiale improvvisato che trovavo nella mia stanza” – ha scritto Nole.

Non poteva mancare un ringraziamento alla sua famiglia: “Sono stato fortunato ad avere dei genitori che mi hanno aiutato tantissimo nel corso della mia carriera. Hanno sempre avuto a cuore il mio sogno, ecco perché alla fine sono riuscito a trasformarlo in realtà. Ho sempre immaginato e creduto al 100% nei miei sogni, come se si fossero già realizzati nella mia mente”.