Berrettini parla per la prima volta dell'esultanza di Novak Djokovic



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Berrettini parla per la prima volta dell'esultanza di Novak Djokovic

La sconfitta subita contro Novak Djokovic ai quarti di finale del Roland Garros non può in nessuno modo cancellare l’ottimo percorso di Matteo Berrettini a Parigi. Il tennista italiano ha dimostrato ancora una volta di meritare la sua classifica e di poter impensierire qualsiasi giocatore su tutte le superfici.

A conferma questa riflessione è stato lo stesso Djokovic, che per scaricare la tensione ha urlato come non mai a fine partite per celebrare il successo. Berrettini ha commentato per la prima volta l’episodio in un’intervista esclusiva rilasciata al Corriere della Sera.

Berrettini, dalla partita con Djokovic alle differenze con Sinner e Musetti

"Se lo portavo al quinto set, si navigava in mare aperto. Non posso dire che sarei stato favorito. Contro Djokovic non lo sei mai. Ma fisicamente stavo bene, forse meglio di lui.

Pausa? Non mi ha fatto bene, questo è certo. Mi ha tolto qualcosa. Prima dell’interruzione, l’inerzia del match era cambiata a mio favore. Al rientro, ero un po’ bloccato con le gambe e ho avuto un calo di tensione.

Lui invece ha usato il tempo per riorganizzare le idee. Mi aspettavo l'esultanza di Djokovic? Sinceramente, no. Comunque mi ha fatto piacere. Significa che ha sentito paura. E sono stato io a mettergliela addosso. Si era reso conto che stava rischiando grosso.

Urlando così si è liberato dalla tensione. Il fatto che non ci fosse pubblico e si giocasse nel silenzio ha amplificato l’effetto" . Berrettini ha poi parlato del modo in cui i media riservano spazio a Jannik Sinner e Lorenzo Musetti e della semifinale tra Djokovic e Rafael Nadal.

"Ho fatto un percorso diverso. Non sono mai stato un predestinato. A 18 anni ero ancora molto indietro. Quindi capisco che ci sia tutto questo clamore intorno a loro. Sono ancora più giovani di me, fanno impressione. Per me rappresenta uno stimolo ulteriore.

Una sana competizione, per non farmi superare da loro. Ammetto che certe volte me la prendo un po’. Non solo per me. Vedo quello che fa Lorenzo Sonego, e tutti gli altri nostri giocatori, per fortuna ne abbiamo molti, e sembra quasi che non conti nulla.

Ma che posso farci, funziona in questo modo, così va la vita. Djokovic-Nadal? Nadal è favorito. Ma Novak tira sempre fuori qualcosa di extra, sembra avere risorse sovrumane. Proprio per questo la finale dell’anno scorso mi ha sorpreso.

Non per il risultato, ma per la facilità con cui Rafa ha vinto. Secondo me questa volta sarà una battaglia" .