Novak Djokovic mette in dubbio la sua partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo



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Novak Djokovic mette in dubbio la sua partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo

Novak Djokovic ha sconfitto in tre set Andrej Martin e conquistato la finale del torneo ATP 250 di Belgrado 2. Il campione serbo ha giocato un ottimo primo set, che ha chiuso senza problemi con il punteggio di 6-1. Nel secondo parziale, invece, Djokovic ha completamente perso il controllo del diritto nella parte finale e ha clamorosamente rimesso in partita il suo avversario.

Nell’ultimo e decisivo set, il belgradese è riuscito a ritrovare i suoi colpi e ha lasciato le briciole al suo avversario, che non ha portato a casa nemmeno un game.

I dubbi olimpici di Novak Djokovic

Nel corso di una delle ultime interviste rilasciate prima di scendere in campo, il 18 volte campione Slam ha messo in dubbio la sua partecipazione ai Giochi Olimpici di Tokyo.

"Ho intenzione di giocare a Tokyo se gli spettatori saranno ammessi. In caso contrario, ci penserò due volte prima di partecipare" . Djokovic ha poi commentato la scelta di Noami Osaka. La campionessa giapponese ha deciso di non prendere parte a nessuna conferenza stampa al Roland Garros per portare a galla uno dei principali problemi degli atleti.

"Non so per quale motivo abbia preso questa decisione. Capisco che a volte le conferenze post match possano essere faticose, soprattutto se si arriva da una sconfitta. Però fa parte del nostro lavoro... Importanza della salute mentale? Lo sostengo da sempre, è un tema che non va sottovalutato.

Ci sono molti fattori in ballo, ad esempio tanti giocatori di doppio che vanno in giro per i tornei ma con montepremi bassissimi e si trovano con problemi economici, anche il fatto di dovere stare confinati in albergo e nelle bolle è faticoso e su alcuni ha effetti davvero pesanti" .

Osaka, da parte sua, ha spiegato le sue ragioni suoi propri canali social. "Vi scrivo per avvisare che non presenzierò a nessuna conferenza stampa durante il Roland Garros. Mi sono accorta, partecipando o essendo protagonista di questi eventi, che molto spesso le persone non hanno nessun rispetto per la salute mentale degli atleti.

Spesso ci vengono poste le stesse domande decine di volte, in altre occasioni invece a noi atleti vengono fatte domande che insinuano dubbi pesanti nelle nostre menti e incrinano le nostre sicurezze. Io stessa, e immagino anche voi, ho visto immagini di giocatori distrutti durante le interviste dopo una brutta sconfitta.

Ecco penso che sia come prendere a calci una persona già a terra. Ho ottimi rapporti con molti giornalisti, ma se l'organizzazione pensa di farmi cambiare idea con le minacce di multa, pensando che possa ignorare la salute mentale delle sue atlete, beh mi faccio una bella risata" .