Novak Djokovic posiziona la terra all'ultimo posto tra le sue superfici preferite



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Novak Djokovic posiziona la terra all'ultimo posto tra le sue superfici preferite

Novak Djokovic non ha esattamente brillato al secondo turno dell’Open di Belgrado. Il fenomeno serbo ha piegato il non irresistibile lucky loser Mats Moraing grazie allo score di 6-2 7-6(4). Nonostante il punteggio relativamente agevole, il numero 1 del mondo ha dovuto gestire alcuni momenti di difficoltà, specialmente nel secondo set, arrivando persino a spaccare una racchetta in un match che sulla carta non aveva nulla da dire.

Il 18 volte campione Slam è parso nervoso in certi frangenti della sfida, aspettandosi magari qualche risposta in più dal suo tennis a pochi giorni dal Roland Garros. Dopo aver cominciato a rilento la stagione sulla terra rossa, Nole aveva dato segnali di risveglio agli Internazionali BNL d’Italia, dove si era inchinato soltanto in finale all’eterno rivale Rafael Nadal.

Il 34enne di Belgrado punta molto sul French Open quest’anno, avendo intenzione di vendicare anche la severa batosta impartitagli dallo spagnolo nella passata edizione. In conferenza stampa dopo la vittoria all’esordio, Djokovic ha ammesso di non essere un grande amante di questa superficie.

Djokovic: "La terra è la superficie più imprevedibile"

“Anche se sono cresciuto sulla terra rossa, non è la mia superficie preferita” – ha dichiarato Novak con sincerità.

“Mi piace giocare sul cemento e sull’erba, la terra viene per ultima. Questo ovviamente non significa che il mio bilancio sia negativo sul rosso. Il mio campo preferito? Australian Open. Melbourne Park. Rod Laver Arena, sette di sera.

Quello è il mio scenario ideale” – ha confessato Djokovic. Il veterano di Belgrado si è aggiudicato una sola volta il Roland Garros nel 2016, ma vanta altre quattro finali (2012, 2014, 2015 e 2020).

“La terra è forse la superficie più imprevedibile e non credo sia la più adatta al mio stile di gioco. Quando ci sono tanti cattivi rimbalzi, un vento forte o la qualità delle superficie non è delle migliori, ecco che diventa difficile esprimere il miglior tennis.

La gente dalla televisione pensa che non ci sia una grande differenza, ma per noi cambia tanto giocare di sera o nel mezzo della giornata. Incidono anche le palline, l’altitudine e la temperatura. Sono molteplici i fattori in gioco” – ha spiegato.