Straka attacca duramente Djokovic e la PTPA



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Straka attacca duramente Djokovic e la PTPA

Sono passati ormai sette mesi da quando Novak Djokovic e Vasek Pospisil, insieme ad altri illustri colleghi, hanno annunciato la nascita della Professional Tennis Players Association. Si tratta, nello specifico, di una nuova associazione indipendente dei tennisti professionisti creata per garantire il riconoscimento dei diritti, soprattutto a livello economico, ai giocatori meno fortunati e costretti ogni anno a lottare per pareggiare le spese.

Nonostante le parole distensive utilizzate dal campione serbo nei confronti dell’ATP, a partire dalle ATP Finals di Londra 2020, qualcosa non ha funzionato e il rapporto tra l’Association of Tennis Professionals e la nuova associazione si è incrinato.

Nel corso del Masters 1000 di Miami, Pospisil ha addirittura attaccato Andrea Gaudenzi per alcune parole che il presidente dell'ATP gli avrebbe rivolto nel corso di un importante incontro.

Il manager di Thiem attacca la PTPA di Novak Djokovic

A parlare della delicata situazione, questa volta, ci ha pensato Herwig Straka, attuale manager di Dominic Thiem.

"C’è un interesse di questi giocatori a destabilizzare l’intero ambiente dell’Atp. Questo è dovuto ad interessi personali e a malumori dei diretti interessati. L’atteggiamento di Pospisil e dei membri della PTPA è ingiustificabile e vergognoso perché l’Atp è un’organizzazione seria in cui i giocatori hanno il peso del 50% sulle decisioni.

In nessun altro posto si trova un’equità così grande" , ha dichiarato Straka in un'intervista a Kleine Zeitung. "Periodo difficile di Thiem? La spiegazione è semplice: è un essere umano.

Le persone hanno i proprio sentimenti, possono essere condizionate da circostanze esterne. I giocatori sanno molto bene di essere dei privilegiati, ma il fatto è che la bolla è mentalmente folle" . Dopo una serie di risultati negativi, Thiem ha deciso di non partecipare al Masters 1000 di Monte Carlo.

L'austriaco ha più volte ribadito che il suo obiettivo è quello di essere al 100% sulla terra rossa e, soprattuto, quello di vincere per la prima volta in carriera il Roland Garros.