Goran Ivanisevic e la pressione di allenare Novak Djokovic



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Goran Ivanisevic e la pressione di allenare Novak Djokovic

Ciò che stupisce di più di Novak Djokovic, aldilà del suo enorme talento, è la sua perenne fame di vittorie. Il numero 1 del mondo ha centrato il grande obiettivo del suo inizio di stagione, ovvero conquistare il nono titolo agli Australian Open.

Non è stato un cammino agevole quello del fenomeno di Belgrado, condizionato da un problema agli addominali per buona parte del torneo. Il 33enne serbo ha ritrovato la miglior forma proprio nell’ultimo weekend, in cui ha demolito la rivelazione Aslan Karatsev e il russo Daniil Medvedev (che molti consideravano favorito alla vigilia della finale).

La necessità di recuperare sia fisicamente che mentalmente ha indotto il 18 volte campione Slam a rinunciare al Masters 1000 di Miami, con l’obiettivo di trascorrere del tempo insieme alla sua famiglia e farsi trovare pronto per l’inizio della campagna sul rosso.

Nole prenderà infatti parte al torneo di Montecarlo a metà aprile, dove ritroverà anche il suo eterno rivale Rafael Nadal. Durante una lunga conversazione su ‘The Functional Tennis Podcast’, il suo coach Goran Ivanisevic ha spiegato cosa rende Djokovic diverso da tutti gli altri giocatori che ha allenato in passato.

Ivanisevic: "Non è sempre facile allenare Djokovic"

“Novak Djokovic punta ad essere ogni giorno più forte, non gli basta mai il livello che ha raggiunto. In questo modo, spinge anche me ad essere un allenatore migliore” – ha spiegato l’ex fuoriclasse croato.

“Non è sempre facile stare a contatto con una leggenda simile, dato che le aspettative sono altissime. Per fare un esempio, è come essere l’allenatore del Real Madrid. Non ti danno il tempo per sbagliare, vogliono subito vedere i risultati.

Adesso sono tutti concentrati sui record e sulle vittorie di Nole, nient’altro ha più senso. Allo stesso tempo, sarebbe noiosa una vita senza alcuna pressione” – ha aggiunto. Dalla metà del 2016 e per tutto il 2017, Djokovic ha vissuto il momento più duro di tutta la sua carriera. Sembra passato un secolo, visto che il mese scorso ha infranto il record all-time di settimane in vetta al ranking ATP.