Ivanisevic: "Ecco cosa ho pensato la prima volta che ho visto Novak Djokovic"



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Ivanisevic: "Ecco cosa ho pensato la prima volta che ho visto Novak Djokovic"

Novak Djokovic ha iniziato benissimo il suo 2021 conquistando gli Australian Open per la nona volta nella sua strepitosa carriera. Il numero 1 del mondo è stato afflitto da un problema agli addominali durante il suo match di terzo turno contro Taylor Fritz, ma questo non gli ha impedito di arrivare fino in fondo grazie ad una crescita esponenziale del suo rendimento.

Il 33enne serbo ha sfoderato una prestazione magistrale in finale contro Daniil Medvedev, smentendo anche tutti quei bookmakers che avevano dato il russo per favorito alla vigilia. Il veterano di Belgrado ha deciso di prendersi una pausa dalle competizioni per recuperare a pieno dal punto di vista fisico, anche se il forfait nel Masters 1000 di Miami ha lasciato sorpresi gli addetti ai lavori.

Dopo aver confermato la sua presenza in Florida in un primo momento, Nole ha preferito restare a casa per trascorrere più tempo insieme alla sua famiglia. Il 18 volte campione Slam dovrebbe tornare in campo a Montecarlo il mese prossimo.

In una recente intervista al ‘Functional Tennis Podcast’, il suo coach Goran Ivanisevic ne ha elogiato la straordinaria mentalità.

Ivanisevic: "Djokovic ti divora in campo"

“Si sa che Novak Djokovic è come un leone” – ha dichiarato Ivanisevic, che ha seguito Djokovic durante la trasferta in Australia.

“Non vedrete mai un leone che si rilassa bevendo un cocktail, ha fame di sangue. Vuole batterti, vuole mangiarti, vuole vincere. Lui è esattamente così sul terreno di gioco. Quando entra in campo, se gli dai anche solo un mignolo, lui ti divora.

Ha una mentalità semplicemente pazzesca” – ha aggiunto. Goran ha ricordato anche il suo primo incontro con Nole: “L’ho visto quando aveva 14 anni e mezzo all’Accademia di Pilic. Fu lui a dirmi che c’era questo ragazzo serbo nella sua scuderia, mi disse che sarebbe diventato il numero 1 al mondo un giorno.

Ho giocato con lui per circa mezz’ora e mi ha portato la cioccolata perché credeva che fossi stanco. Da allora ho iniziato a seguire con interesse la sua carriera”.