Fisioterapista ATP: "Quello di Novak Djokovic non può essere uno strappo serio"



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Fisioterapista ATP: "Quello di Novak Djokovic non può essere uno strappo serio"

Novak Djokovic ha subito uno strappo addominale durante il suo match di terzo round contro Taylor Fritz agli Australian Open. Pur essendo riuscito a vincere il torneo per la nona volta in carriera, il numero 1 del mondo ha ammesso che lo strappo si è dilatato con il passare dei giorni, espandendosi dagli 1,7 cm iniziali fino ai 2,5 cm alla fine dell’Happy Slam.

Il 33enne serbo ha mostrato evidenti segnali di dolore sia contro Milos Raonic che con Alexander Zverev, ma a partire dalla semifinale il suo corpo ha iniziato a riprendersi e la mobilità è tornata quella che gli ha permesso di sbaragliare la concorrenza.

Il veterano di Belgrado ha offerto una prestazione super in finale, lasciando la miseria di nove game complessivi al povero Daniil Medvedev (ritenuto il favorito alla vigilia da numerosi bookmakers). Il noto portale ‘Punto de Break’ ha contattato un fisioterapista dell’ATP per far luce su come Nole sia riuscito ad aggiudicarsi uno Slam nonostante uno strappo significativo.

D’altronde, sono state molteplici le critiche piovute su Djokovic negli ultimi dieci giorni.

Fisio ATP: "Con uno strappo è quasi impossibile giocare"

“Personalmente, non conosco nessuno afflitto da uno strappo in grado di colpire la palla come ha fatto Djokovic a Melbourne” – ha riconosciuto il fisioterapista.

“Il livello delle sue prestazioni mi induce a pensare che si trattasse di qualcos’altro o di uno strappo abbastanza superficiale. Sostengo questa tesi perché uno strappo rende quasi impossibile muoversi, figuriamoci colpire una pallina da tennis con quell’intensità.

La prima cosa da sapere è che nel muscolo addominale ci sono fibre che puntano in mille direzioni. Non è come gli altri muscoli del nostro corpo. Si tratta di una zona molto delicata e complessa da trattare. Bisognerebbe conoscere la tipologia dello strappo, ma devo dire che quasi sempre è impossibile giocare.

Credo che i medici del torneo gli abbiano dato degli analgesici per alleviare il dolore, ma non è un trattamento che permette di risolvere il problema in un lasso di tempo così breve” – ha aggiunto.