Srdjan Djokovic: “Tra poco tempo mio figlio sarà il migliore di tutti”



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Srdjan Djokovic: “Tra poco tempo mio figlio sarà il migliore di tutti”

Grazie al successo ottenuto ancora una volta a Melbourne, il numero uno ATP Novak Djokovic ha conquistato il suo 18° trofeo del Grand Slam portandosi a due sole distanze dal record attualmente condiviso da Roger Federer e Rafael Nadal.

Nole ha la certezza di superare a breve anche il maggior numero di settimane trascorse in vetta alla classifica mondiale, ennesimo dato detenuto dal campione di Basilea.

Papà Djokovic: “I numeri parlano chiaro”

Intervistato dai media locali, Srdjan Djokovic ha detto: “Tra i tre grandi favoriti, Novak è sempre da solo contro gli altri.

Non combatte solo per se stesso, ma anche per fare in modo che gli altri giocatori arrivino più facilmente alla fine del mese. Ha ottime maniere, si vede come saluta i suoi avversari, come si comporta da ospite, quando perde dà sempre la mano e si congratula con il suo rivale.

Quale altro atleta lo fa? Eppure raramente ha ricevuto un premio per il Fair Play, mentre Federer ne ha almeno quindici. I media occidentali si sono concentrati solo su Federer e Nadal e hanno trascurato Novak, era l’unico modo per fermarlo.

Ma poi si è visto che non c’è modo per arrestarlo, è impareggiabile, bisogna arrendersi all’evidenza e accettare che è il migliore al mondo”. Il serbo ha continuato: “Sembra che faccia sempre il contrario di quello che dicono, ma non ha mai dato a nessuno un motivo per essere trattato così, anche se la realtà è un’altra.

La cosa normale sarebbe che tutti lo amassero, sapete perché gioca meglio in Cina? Là sente il vero amore, qualcosa che non sperimenta in molti luoghi dell’Occidente. Qui pensano che esistano solo loro, ma in realtà sono appena un quinto del pianeta.

In Cina, India, Russia, Brasile o Africa è diverso, lì Novak è trattato come se fosse un Dio”. Srdjan ha parlato della situazione in Serbia: “Il 97% della popolazione lo sente come uno di famiglia.

Poi c’è il 3% composto da persone frustrate che lo accusano di essere cosmopolita, di essere troppo filo-occidentale. Nole ha allungato la vita di suo nonno grazie alle sue partite. Lui viveva a Banja Luka ed era già molto malato, ma non si perdeva mai una partita del nipote, era sempre impaziente quando giocava Novak e questo lo ha fatto vivere di più.

Nel momento peggiore del popolo serbo, Dio ha mandato Novak per dimostrare che siamo un popolo normale, non un gruppo di selvaggi assassini”. Infine, papà Djokovic ha sentenziato: “Tra un anno e mezzo Nole sarà il migliore, lo dicono le statistiche.

I giovani in arrivo sono fantastici: Medvedev, Rublev, Tsitsipas e Zverev. Tuttavia, dovranno aspettare che Federer, Nadal e Djokovic attacchino la racchetta al chiodo prima di diventare dei campioni. La maggior parte di loro proviene dalla Russia, per cui non c’è più solo il mondo occidentale, anche i cinesi hanno iniziato a giocare a tennis.

Gli occidentali devono capire che anche noi sappiamo qualcosa della vita, sappiamo come colpire la palla. Credevano che tutto ciò non sarebbe mai cambiato, invece Novak ha cambiato tutto”. Photo Credit: Tennisnet.com