Novak Djokovic: "Le misure sono severe anche qui, vi faccio un esempio"



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Novak Djokovic: "Le misure sono severe anche qui, vi faccio un esempio"

Le polemiche continuano ad abbattersi sull’Australian Open. Quello che sarebbe dovuto essere il torneo della rinascita, della ripartenza, si è invece trasformato in un evento tra i più contestati e boicottati di sempre.

Le lamentele dei tennisti hanno fatto il giro del mondo, gettando in pasto al pubblico uno spettacolo molto distante dalla seria e ben organizzata realtà che circonda da sempre il gioco del tennis. Fra le principali diatribe la più rovente rimane probabilmente quella che riguarda la cosiddetta “bolla soft” di Adelaide, aspramente criticata da molti tennisti costretti a Melbourne dalle stringenti e contestate leggi dello stato di Victoria.

Tuttavia, stando alle dichiarazioni dei tennisti di Adelaide, sembra che nonostante le condizioni di questi ultimi risultino essere più consone alle proprie richieste, anche le attuali restrizioni nella bolla sanitaria nella quale sono relegati risultano essere parimenti severe.

Le parole di Nole cercano di placare gli animi

Certo, ai campioni presenti è permesso di uscire e allenarsi per qualche ora al giorno, ma in maniera molto limitata, motivo per cui Novak Djokovic, intervistato dalla radio locale Mix 102.3 di Adelaide, ha voluto rassicurare tutti sottolineando come le loro condizioni non siano affatto morbide come accusano alcuni suoi colleghi.

Nello specifico Nole ha voluto raccontare un aneddoto che funga da esempio: “Non vedo Serena Williams da quando siamo arrivati, il che è strano perché stiamo nello stesso hotel. Ma se non ci siamo visti, è ovviamente a causa delle restrizioni e dell'isolamento.

Vedo solo i membri della mia squadra. So che Serena è qui. Le manderò un messaggio e spero che possa mettersi in contatto con me” – ha dichiarato ai giornalisti il numero uno del mondo. Al di là delle polemiche puntuali con cui comunque dovranno fare i conti gli organizzatori del torneo australiano, il grande dilemma che attanaglia non solo gli appassionati ma anche gli stessi atleti è capire quanto questa situazione per certi versi imprevedibile potrà influire sul rendimento del torneo.

La parziale inattività a cui molti di loro sono costretti sarà riassorbita in pochi giorni o si trascinerà anche durante i primi match?