Woodbridge: "Novak Djokovic ha commesso un grave errore inviando quella lettera"



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Woodbridge: "Novak Djokovic ha commesso un grave errore inviando quella lettera"

A seguito delle complicazioni emerse per i giocatori a Melbourne in vista degli Australian Open, Novak Djokovic ha inviato una lettera al capo di Tennis Australia Craig Tiley chiedendogli – senza giri di parole – un notevole allenamento delle restrizioni durante il periodo di quarantena.

La mossa del numero 1 del mondo – oltre a non aver sortito gli effetti sperati – ha generato ancora più indignazione da parte dell’opinione pubblica. La decisione del governo australiano di far entrare nel paese circa 1200 stranieri per un torneo di tennis non ha trovato il consenso della popolazione, se si considera che diverse migliaia di australiani sono ancora impossibilitati a tornare nel loro paese.

In particolare, le richiese di Nole includevano cyclette e attrezzature per l’allenamento nelle stanze, cibo all’altezza degli standard di un atleta e persino il trasferimento dei giocatori in case private con campi da tennis.

Todd Woodbridge, ex campione Slam e attuale opinionista per la TV, ha ammesso francamente che sarebbe stato meglio se Djokovic non avesse mai inviato quella lettera.

Woodbridge: "Alcuni giocatori non si rendono ancora conto"

“Tutte quante le misure che sono state imposte agli atleti derivano da esigenze di salute.

Andare da Craig Tiley non avrebbe in alcun modo rappresentato la soluzione. Lui non ha assolutamente l’autorità per prendere decisioni in questo senso” – ha dichiarato Woodbridge a 9News Melbourne. Dopo che i passeggeri di tre diversi voli diretti a Melbourne sono stati trovati positivi al COVID-19, 72 tennisti sono stati messi in isolamento e non potranno uscire nemmeno per allenarsi.

“Se il problema è il cibo o cose simili, sono sicuro che la situazione verrà sistemata. Se vogliono più cibo, lo riceveranno. Sono certo che la squadra di Tennis Australia farà tutto il possibile per aiutare i giocatori in isolamento ad esprimersi al meglio dopo la quarantena.

Forse alcuni giocatori non hanno ancora ben capito come la popolazione di Melbourne ha vissuto la pandemia” – ha aggiunto l’australiano. L’Happy Slam – a meno di clamorosi colpi di scena – prenderà il via l’8 febbraio.