Australia, Ministro risponde a Djokovic: "Gli dico no, pensi a giocare a tennis"



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Australia, Ministro risponde a Djokovic: "Gli dico no, pensi a giocare a tennis"

Da qualche giorno i tennisti che parteciperanno ai prossimi Australian Open, in programma il prossimo 8 Febbraio, sono arrivati a Melbourne per vivere la quarantena di due settimane prima di organizzarsi il torneo. Inizialmente tutti avevano trovato l'accordo per potersi allenare cinque ore al giorno oltre alla quarantena ma la positivita al Covid-19 di persone all'interno dello stesso aereo di alcuni tennisti ha messo questi ultimi in stato di totale allerta e tutti questi atleti non potranno lasciare la propria camera di albergo.

Il numero uno al mondo Novak Djokovic è da sempre molto attento ai diritti degli altri tennisti, sopratutto quelli che hanno una classifica inferiore rispetto alle prime posizioni. Per far si che non fosse evidenziata una disparità di trattamento tra i tennisti Nole ha scritto una lettera agli organizzatori del torneo affinché non solo i tennisti di vertice godano di particolari privilegi ma che ci fosse una parità riguardante tutti gli atleti del circuito.

Djokovic ha chiesto cose come materiali per gli allenamenti in tutte le camere, cibo adeguato all'élite di un torneo come gli Australian Open e sopratutto la possibilità di ridurre i giorni di isolamento per i 47 tennisti coinvolti, ovviamente dopo più tamponi negativi.

Il primo Ministro di Victoria risponde a Novak Djokovic

Visto la notorietà del personaggio questa iniziativa ha subito fatto 'rumore' ma è arrivata la risposta ufficiale da parte di Daniel Andrews, Primo Ministro dello stato di Victoria.

Questi ha sottolineato che 'la salute è al di sopra di tutto e tutti' L'Australia è riuscita a controllare il virus e non si può rischiare che la celebrazione dell'Australian Open 2021 porti ad un nuovo rimbalzo con aumento dei casi.

Ecco le sue parole: "Tutti sono liberi di chiedere qualcosa, ma la risposta è no! Le regole si applicano ai tennisti come a tutte le altre persone. Tutti loro erano pienamente informati di ciò che sarebbe successo ed hanno deciso di loro spontanea volontà di venire al torneo. È ora che seguano le norme stabilite e pensino solo al tennis. Sono tutti ben pagati"