McNamee: "È triste che non permettano a Djokovic di rappresentare i suoi colleghi"



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McNamee: "È triste che non permettano a Djokovic di rappresentare i suoi colleghi"

Il 2020 del numero uno al mondo Novak Djokovic è stata un'annata particolare visto che da un lato ha ottenuto diverse vittorie e successi e dall'altro ha ricevuto però critiche per alcuni suoi modi di fare, atteggiamenti ritenuti abbastanza discutibili.

Sul campo ha iniziato la stagione conquistando la stagione nel migliore dei modi e portando la sua Serbia a vincere l'Atp Cup battendo durante il torneo campioni come Rafael Nadal, Daniil Medvedev ed il giovane talento canadese Denis Shapovalov.

Successivamente è andato alla grande conquistando a Melbourne il suo diciassettesimo titolo del Grande Slam battendo in semifinale Roger Federer e vincendo poi in finale contro l'austriaco Dominic Thiem. Anche a Dubai Nole ha conquistato la vittoria annullando addirittura dei match point in semifinale al francese Gael Monfils e ha dominato poi in finale contro Stefanos Tsitsipas.

Il blocco al tennis causato dalla Pandemia legata all'emergenza Coronavirus ha frenato il campione serbo criticato per ciò che accadeva fuori dal campo (le parole di suo padre su Roger Federer ed il focolaio all'Adria Tour) e una volta rientrato in campo dopo la vittoria a Cincinnati non ha raggiunto i risultati sperati al Roland Garros ed agli Us Open (via squalifica qui) ma ha concluso la stagione per la sesta volta in carriera al primo posto, raggiungendo Pete Sampras e superando il record di Roger Federer e Rafael Nadal.

Paul McNamee su Novak Djokovic

Paul McNamee, parlando degli ultimi fatti riguardanti l'addio al Council Players Atp di Novak Djokovic, ha affermato che Arthur Ashe e tutti coloro che hanno fondato l'Atp non avrebbero mai tollerato questo atteggiamento discriminante nei confronti di Nole.

Ecco le sue parole: "Questo che è successo non è mai stato, non è e non sarà ciò che l'Atp dovrebbe rappresentare. I fondatori dell'Atp si vergognerebbero. È con profonda tristezza che ho letto che al numero uno al mondo è stato vietato di rappresentare i suoi colleghi.

Spero che andando avanti, questo non sia solo applicato alle nuove associazioni a livello di atleti ma anche a tutti i livelli nella struttura Atp"