Il "nuovo Djokovic" Nakashima si racconta: "Ecco i miei obiettivi per il 2021"



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Il "nuovo Djokovic" Nakashima si racconta: "Ecco i miei obiettivi per il 2021"

Nei prossimi anni, secondo la maggior parte degli addetti ai lavori nel mondo del tennis, sentiremo spesso parlare del nome del tennista Brandon Nakashima. Attualmente l'americano è situato nella Top 170 della classifica Atp ma secondo diversi appassionati i margini di crescita di questo "piccolo gioiello" del tennis a stelle e strisce sono incredibili e l'atleta ha più volte mostrato una maturità fuori dal comune.

Con un tennis molto solido e colpi che varano in maniera fluida e naturale, Nakashima è un tennista da svezzare che potrebbe offrire in futuro grandissimi risultati. Il 2020 è stata un'annata di apprendistato per Brandon.

Aveva iniziato la stagione nel migliore dei modi raggiungendo con i Quarti di Finale a Delray Beach il suo miglior risultato in carriera. Poi la pandemia ha totalmente frenato le sue aspettative e come la maggior parte sopratutto dei giovani, il ranking congelato e una situazione senza precedenti ha rallentato la sua crescita.

Nonostante questo Nakashima si è ripreso ed ha chiuso la stagione con la vittoria del Challenger di Orlando.

Nakashima ed i suoi obiettivi futuri

Da molti considerato come il nuovo Djokovic del tennis mondiale, il giovane tennista ha parlato ai microfoni del portale Tennis.com ed ha rilasciato interessanti dichiarazioni: "Il mio obiettivo principale è continuare a sviluppare e migliorare il mio gioco da un punto di vista tecnico e tattico.

Inoltre devo svilupparmi fisicamente e voglio portarmi al livello successivo, migliorare la mia classifica e fare bene negli Slam. Nel 2021 vorrei anche vincere il mio primo titolo Atp, in generale non vedo l'ora che inizi la prossima stagione.

Gli Us Open? Ricevere un invito per giocare gli Us Open è stata un'esperienza incredibile. Ho avuto un match molto combattuto con Zverev (ha perso in quattro set al secondo turno) e questo mi ha dato grande fiducia e mi ha fatto capire che posso competere contro i migliori.

È stato tutto bellissimo, ma quando sono passato al professionismo sapevo che avrei avuto momenti belli e momenti più brutti. Dopo il buon inizio di stagione e gli Us Open è stato difficilissimo andare in Europa dove non ho ottenuto i risultati che volevo, ma la mia famiglia ed i miei coach mi sono stati vicini.

Mi hanno motivato e detto che devo credere nella mia maturazione. Ho messo molta pressione su me stesso ed è stato fantastico chiudere l'anno con la vittoria nel Challenger di Orlando. Ora posso dire di aver chiuso la stagione con un buon risultato e ho giocato abbastanza bene contro ogni mio avversario"