Novak Djokovic: "Un anno molto buono per me, ma ho emozioni contrastanti"



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Novak Djokovic: "Un anno molto buono per me, ma ho emozioni contrastanti"

Novak Djokovic protagonista della domenica londinese anche senza giocare. Il campione serbo è infatti stato invitato sul campo centrale della O2 arena prima del match fra Thiem e Tsitsipas per ricevere il trofeo riservato al tennista capace di chiudere l’anno al primo posto della classifica mondiale.

Un successo che, come ormai è risaputo da qualche settimana, per la sesta volta porta il nome di Djokovic. Le parole che Nole ha concesso alla stampa dopo la consegna della coppa hanno tuttavia un sapore agrodolce. Infatti, nonostante il 17 volte campione slam abbia dimostrato tutta la sua gioia e soddisfazione per quello che ha definito come “uno dei più grandi obiettivi nello sport”, Nole ha voluto condividere le sue emozioni spiegando come la stagione che si sta concludendo non sia stata così felice per lui, come del resto per tutto il mondo del tennis.

La pandemia, un calendario frammentato, le restrizioni e l’assenza di pubblico hanno inevitabilmente reso questo anno anno di circuito molto strano: “Sono molto contento, tuttavia è stata una stagione strana per tutti noi - ha dichiarato Djokovic

Le parole di Nole denotano emozioni contrastanti

Nonostante qualche piccolo passo falso, come la squalifica allo Us Open e la sconfitta senza appello in finale a Parigi contro Nadal, la stagione di Nole è stata senza dubbio positiva.

La vittoria a inizio anno dell’Australian Open aveva infatti aperto una striscia di vittorie assolutamente incredibile, interrotta soltanto dalla sciagurata pallata contro la giudice di line a New York. Proprio in merito a questo filotto positivo il serbo ha voluto dire la sua: “Abbiamo ricominciato la stagione ad agosto e ho continuato da dove mi ero fermato prima del lockdown.

Ha vinto molte partite di seguito e ho compiuto un percorso di imbattibilità eccezionale. Devo essere molto soddisfatto di come sono andate le cose”, ha continuato Djokovic, che ha poi parlato a cuore aperto del momento complicato che sta attraversando il mondo, concludendo con un plauso al proprio team, che nei momenti difficili di questo anno (e ce ne sono stati) gli è sempre stato vicino: “Sono super orgoglioso di essere il numero uno, ma allo stesso tempo, sono tante le emozioni contrastanti che sto vivendo a causa di quello che sta succedendo nel mondo.

Non posso ignorarlo. Mi sento vicino alle tante persone in tutto il mondo che stanno attraversando difficoltà. E il mio pensiero va a loro”. Come anticipato in precedenza Djokovic ha infine sottolineato la grande solidità di cui gode il proprio gruppo di lavoro, fondamentale per realizzare simili imprese, che sarebbero, secondo lui, impossibili senza un tale lavoro di squadra.

“Anche se sono da solo in campo, dietro c'è una squadra di persone che lavora molto duramente per farmi sentire sempre al meglio e per farmi ottenere le migliori prestazioni possibili quando è più necessario” – ha concluso Nole, che a Londra punta a terminare questa stagione nel migliore dei modi conquistando un titolo che manca dal 2015 e che legittimerebbe ancora di più la sua prima posizione mondiale.