Pennetta si espone sull'episodio che ha portato alla squalifica di Djokovic



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Pennetta si espone sull'episodio che ha portato alla squalifica di Djokovic

Sono passate ormai più di due settimane dall’incredibile episodio che ha visto coinvolto Novak Djokovic agli US Open. Durante il suo match di ottavi di finale contro Pablo Carreno Busta, il serbo ha tirato una pallata verso il telone presente a bordo campo colpendo involontariamente alla gola la giudice di linea.

Questo gesto, se pur come ribadito precedentemente involontario, è costato a Djokovic la squalifica immediata dal torneo. Nole ha così dovuto rinunciare alla possibilità di vincere a Flushing Meadows il suo diciottesimo trofeo del Grande Slam.

Con la forza che contraddistingue i veri campioni, dopo aver chiesto scusa alla donna colpita ed a tutti gli appassionanti di tennis, Djokovic ha rialzato la testa agli Internazionali BNL d’Italia. Il belgradese ha infatti disputato un ottimo torneo e vinto per la quinta volta in carriera il Masters 1000 di Roma, diventando tra l’altro il giocatore con più titoli 1000 vinti in carriera.

Pennetta si esprime sull'episodio che ha portato alla squalifica di Djokovic

Nel corso di un’intervista a Fanpage.it, Flavia Pennetta ha espresso la sua opinione su quanto accaduto a Djokovic agli US Open, torneo che lei ha vinto nel 2015.

“Poverino, è stato sfortunato. Un gesto di stizza nei suoi confronti è diventato altro. Era successo anche la settimana prima ad un altro atleta ma invece di prenderla sul collo l’aveva preso sul piede.

In merito a ciò che è successo al torneo credo vi fosse unicamente la voglia di sfuggire a ciò che stava accadendo ma sicuramente si poteva gestire molto meglio. Certamente è stato mandato un messaggio sbagliato ma Nole nel suo errore è stato proprio contraddittorio perché prima ha fatto donazioni agli ospedali e poi è successo tutto il resto.

Tutti se la sono presi con lui, perché quello più in vista, ma dietro a lui c’erano organizzatori e uno stato che ti permette di fare queste cose. Poi ci sono scelte che io non capisco e condivido, come quella di dire che il Roland Garros accoglierà 1000/1500 persone quando in Francia ci sono numeri di contagi molto alti da diversi giorni" .