Shapovalov: "So come si sente Djokovic, mi sono già trovato nella sua situazione"



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Shapovalov: "So come si sente Djokovic, mi sono già trovato nella sua situazione"

Era il 2017, quando un giovanissimo Denis Shapovalov si apprestava a disputare la sua seconda partita in Coppa Davis. Si trattava del match di ottavi di finale tra Canada e Gran Bretagna. Dall’altra parte della rete c’era Kyle Edmund, pronto a conquistare il punto decisivo per il passaggio ai quarti di finale.

Shapovalov era sotto di due set e nel terzo parziale si trovava a fronteggiare un’importante palla break. Perso il punto ed il servizio, per scaricare la sua frustrazione, il canadese decise di lanciare una pallina verso l’alto, e qui si consuma il dramma.

La pallina colpisce il giudice di sedia ad un occhio; quest’ultimo ferito non può fare altro che squalificarlo immediatamente. Quella squalifica ha turbato Shapovalov per molto tempo, nonostante non avesse alcuna intenzione di procurare un danno ad un’altra persona.

Shapovalov prova a confortare Novak Djokovic

Molti giornalisti, dopo l’episodio che ha visto coinvolto Novak Djokovic agli US Open, hanno trovato delle forti analogie tra quanto accaduto al serbo e quella folle giornata di Davis.

Nessuno meglio di Shapovalov può quindi provare ad immaginare cosa sia passato nella mente di Djokovic in questi giorni. “Capisco perfettamente come si sente Novak” , ha spiegato l’attuale numero 17 del mondo.

“Mi sono già trovato in questo tipo di situazione. Spero che Novak possa superare questo momento ed andare avanti. Certo, devi crescere ed imparare la lezione. Ma Novak è stato molto, molto sfortunato. La palla avrebbe potuto colpire qualsiasi cosa.

Per fortuna stanno tutti bene. Ora, preferisco non rispondere ad altre domande sulla vicenda” . Sembra scontato ribadire che entrambi gli episodi sono avvenuti in maniera del tutto accidentale e che nessuno dei protagonisti aveva intezione di procurare un danno ai poveri malcapitati.

Il tennis viene definito spesso "lo sport del diavolo" e quello che è accaduto a Djokovic la scorsa domenica ne è la prova. Mantenere i nervi saldi per la durata di un intero match non è sempre scontato e facile nemmeno per i più grandi campioni.