Hantuchova: "La rabbia induce spesso Novak Djokovic a perdere il controllo"



by   |  LETTURE 3042

Hantuchova: "La rabbia induce spesso Novak Djokovic a perdere il controllo"

Daniela Hantuchova, ex numero 5 del mondo e grande amica di Novak Djokovic, era negli studi di Amazon Prime quando il 17 volte campione Slam è stato squalificato dagli US Open per aver colpito accidentalmente una giudice di linea durante il suo match con Pablo Carreno Busta.

Il numero 1 del mondo è stato pesantemente sanzionato dalla USTA, anche per via della decisione di non presentarsi in conferenza stampa dopo l’episodio incriminato. Qualche ora dopo, Nole si è scusato su Twitter con la giudice di linea e con tutti i suoi colleghi, dando l’appuntamento per la stagione sulla terra battuta.

L’impressione è che gli strascichi di questa vicenda siano destinati a protrarsi anche nelle prossime settimane. Non era la prima volta che Djokovic mostrava simili segnali di frustrazione, avendo già rischiato una sanzione del genere al Roland Garros 2016 (quando vinse il suo primo e unico titolo a Parigi).

Hantuchova: "A Djokovic manca il tempismo"

“Sembra che a volte perda il controllo a causa della rabbia” – ha spiegato Hantuchova. “Ci tengo così tanto a lui e rispetto tutto ciò che sta facendo per il nostro gioco, ma spero che impari questa lezione.

Questo episodio è arrivato probabilmente nel peggior momento possibile, visto che lui stesso era l’unico ostacolo che lo separava dal suo 18° Slam in carriera. Non voglio mancare di rispetto agli altri giocatori, ma è la verità.

Tante volte le sue intenzioni sono giuste, ma è il tempismo che gli manca, basta vedere quello che è successo in occasione dell’Adria Tour. Non era un’idea malvagia organizzare un’esibizione a scopo benefico, ma non durante una pandemia globale.

Lo stesso vale per la sua nuova associazione. Sicuramente le cose devono cambiare, ma non era il momento giusto” – ha commentato la slovacca. La leggenda australiana Todd Woodbridge è dello stesso avviso: “Penso che avrebbe dovuto confrontarsi con i media dopo la squalifica.

Sarebbe stato più apprezzabile di una dichiarazione sui social. Il messaggio era ben scritto, ma se fosse stato riferito di persona sarebbe sembrato più sincero”.