Novak Djokovic: “Tennis in carrozzina? Vi spiego quanto è difficile”



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Novak Djokovic: “Tennis in carrozzina? Vi spiego quanto è difficile”

Il lungo periodo di chiusura totale imposto dalla pandemia di Coronavirus ha colpito tutti ed in qualsiasi attività. Per quanto riguarda il mondo del tennis, il circuito femminile è stato il primo a ripartire nella settimana inaugurale di agosto: la ripresa è avvenuta a Palermo, in un Paese come l’Italia tra i più colpiti da Covid-19.

Per quanto riguarda invece il Tour ATP, questo ha potuto riprendere solamente qualche settimana più tardi da New York, dove si è disputato in via del tutto eccezionale il Masters 1000 di Cincinnati. C’è in ogni caso un’altra categoria di giocatori ad essere stata fortemente condizionata da questo stop: si tratta degli atleti su sedia a rotelle, che qualche mese fa si sono visti impossibilitati a disputare il torneo degli Us Open.

L’impegno di Djokovic e il tennis in carrozzina

Fortunatamente, la USTA ha deciso infine di fare un passo indietro e di consentire anche ai giocatori diversamente abili di competere a New York. “Conosco molti top player”, ha detto Dylan Alcott, campione di 10 prove del Grand Slam in questa disciplina.

“Persone come Roger Federer e Novak Djokovic si stanno mettendo in contatto internamente per cercare di dare una mano, perché amano il tennis su sedia a rotelle e ci supportano”. Recentemente, Djokovic ha anche pubblicato una foto sul proprio account social che lo ritrae assieme a Gustavo Fernandez, atleta di wheelchair tennis che ha conquistato 5 titoli Major: “Oggi io e Gustavo abbiamo parlato di tennis”, ha scritto il serbo.

“I giocatori in sedia a rotelle sono una vera ispirazione per me. E’ incredibile come riescano a mettere a segno i loro colpi tenendo costantemente una mano sulla ruota. Gustavo è stato così gentile da rispondere a tutte le mie domande e a darmi un’idea sui suoi incredibili sforzi dentro il campo.

Io ho provato diverse volte a giocare a tennis in carrozzina ed è veramente molto difficile. Grande ammirazione e rispetto per Gustavo e per tutti i giocatori di questa specialità”. Malgrado non si sia dimostrato del tutto convinto sulla gestione del torneo da parte degli Us Open, Nole ha comunque ringraziato gli organizzatori: “Ben fatto agli Us Open per aver dato la possibilità a questi ragazzi di competere in circostanze come quelle attuali”.