Rubin: "Sostengo la PTPA, ma non mi fido completamente di Novak Djokovic"



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Rubin: "Sostengo la PTPA, ma non mi fido completamente di Novak Djokovic"

Pochi giorni fa, Novak Djokovic ha rassegnato le dimissioni dal suo ruolo di presidente del Consiglio dei giocatori per unirsi alla nuova Professional Tennis Players Association (PTPA). L’obiettivo di questa organizzazione è quello di garantire ai giocatori più potere decisionale e ha già trovato l’appoggio di molti top player come Matteo Berrettini, John Isner e Diego Schwartzman.

Tuttavia, la suddetta iniziativa è stata contrastata dai due simboli dell’era moderna, vale a dire Roger Federer e Rafael Nadal. Un po’ a sorpresa, Noah Rubin è uno dei tennisti che hanno sostenuto la neonata associazione.

L’americano, celebre per avere ideato il portale ‘Behind the Racquet, aveva spesso criticato Djokovic in passato, soprattutto dopo aver visto le immagini dell’Adria Tour. Rubin aveva accusato il numero 1 del mondo di volersi soltanto fare pubblicità senza considerare la delicata questione sanitaria.

Rubin: "Se possiamo spaventare l'ATP, ben venga"

“Sono stati soprattutto Novak Djokovic e Vasek Pospisil a prendere l’iniziativa, poi ad un certo punto abbiamo ricevuto tutti un messaggio su Whatsapp da parte dell’ATP.

Se un semplice incontro li spaventa così tanto, potrebbe anche rappresentare un segnale allettante per noi. Questo è quello che ho sempre voluto. Se qualcuno è in grado di spaventare l’ATP e indurre i vertici del tennis a inviare comunicazioni di massa, forse è il modo giusto per arrivare a cambiare le cose” – ha spiegato Rubin.

“Non so se gli avvocati vorranno dar vita ad un’associazione femminile separata, non conosco bene i dettagli. Dobbiamo lavorare insieme per essere il più coesi possibile. Se mi fido completamente di Novak? No.

Vasek ha lavorato sodo, penso che abbia nobili intenzioni. Non mi piace come sono state gestite le cose dall’ATP durante i miei anni nel tour, penso che molti aspetti necessitino di un cambiamento” – ha aggiunto lo statunitense.

Djokovic ha ribadito più volte l’intenzione di non creare un circuito parallelo all’ATP, ma le prossime settimane saranno fondamentali per capire le sorti della tanto discussa PTPA.