Djokovic: "Dura vincere contro Raonic. Ecco la nuova organizzazione dei tennisti"



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Djokovic: "Dura vincere contro Raonic. Ecco la nuova organizzazione dei tennisti"

Dopo una grande battaglia e diversi problemi fisici il numero uno al mondo Novak Djokovic ha battuto Milos Raonic in tre set ed ha conquistato il Masters 1000 di Cincinnati. Il circuito maschile riprende da dove aveva terminato con il campione serbo che continua a vincere e porta la sua striscia di vittorie a 23 successi consecutivi nel 2020.

Il campione serbo vince ma continua a fare discutere e in queste ultime ore si è parlato molto della sua decisione di lasciare il Players Council e di provare a organizzare una nuova associazione indipendente insieme a Pospisil ed Isner.

Le parole di Novak Djokovic al termine del match

Dopo aver conquistato la vittoria del torneo, il campione serbo ha parlato cosi al termine del match: "Ho avuto diversi problemi fisici da curare negli ultimi 3 o 4 giorni e soprattutto nel match di ieri contro Bautista il mio preparatore ha fatto un ottimo lavoro.

È stata una bella sfida mentale. Sono partito molto lento e devo dire che sono stato anche fortunato a vincere contro questo Milos, è davvero in grande forma e lo ha dimostrato questa settimana battendo grandi avversari.

Sul Players Council: Faccio parte di questa organizzazione da diversi anni e ho apprezzato molto questa esperienza. C'è un grande gruppo di tennisti e devo dire che c'è una buona comunicazione nonostante trattiamo di un sistema davvero molto complesso.

Su questa nuova organizzazione devo dire che non è un'idea nuova, già in passato Andy Roddick lavorò ad un'idea del genere e noi siamo uno dei pochi sport dove non c'è un organizzazione composta da soli tennisti.

Non dirò se è un'idea mia o di Pospisil, ma credo che sia la cosa giusta ed il momento giusto per fare questo. Non boicotteremo nulla e non ci saranno circuiti paralleli, è solo un associazione per tutelare i tennisti.

Ho letto parere di altri tennisti non d'accordo con tutto ciò, rispetto il loro pensiero ma non sono d'accordo. Non abbiamo un numero minimo da cui partire, ci stiamo concentrando sui primi 500 nel singolo e nei primi 200 nel doppio, chi vorrà potrà aderire.

Federer e Nadal? Mi piacerebbe ovviamente averli dalla mia parte, così come mi piacerebbe avere tutti. Ovviamente so che non è possibile e che riguardo questa cosa potrebbero esserci opinioni differenti. L'Us Open? L'anno scorso ho avuto problemi fisici sia dalle prime gare, non è andata come volevo ma bisogna dire che la sconfitta contro Stan non è dipesa da questo, parliamo di un grande tennista che rispetto molto.

Stadi vuoti? È una situazione anomala a cui dobbiamo abituarci. Paradossalmente ci sono anche vantaggi come non subire pressione durante le palle break o avere la suite per prepararci prima della gara. L'Atp e l'Usta hanno fatto un ottimo lavoro per aiutarci nella preparazione delle gare"