Sousa: "Novak Djokovic è come un muro. Per l'Adria Tour non ha colpe"



by   |  LETTURE 2184

Sousa: "Novak Djokovic è come un muro. Per l'Adria Tour non ha colpe"

Pur non essendo riuscito a conquistare la stessa popolarità dei suoi eterni rivali Roger Federer e Rafael Nadal, non si può negare che Novak Djokovic sia un serissimo candidato al titolo di GOAT. Il fenomeno serbo è stato il grande dominatore dell’ultimo decennio, tanto da avvicinarsi a grandi passi ai record detenuti dallo svizzero e dallo spagnolo.

Con il successo agli Australian Open ad inizio anno, il numero 1 del mondo si è portato a quota 17 Slam (-2 da Nadal e -3 da Federer), oltre a poter legittimamente ambire al record di settimane in vetta al ranking ATP.

Il veterano portoghese Joao Sousa, attuale numero 66 della classifica, non ha un bel ricordo delle sfide contro Djokovic, al quale non è mai riuscito a strappare nemmeno un set.

Sousa: "Djokovic non ha colpe per l'Adria Tour"

“Affrontare Novak Djokovic è come giocare contro un muro, è assolutamente pazzesco” – ha esordito il 31enne di Guimaraes in una lunga intervista a Eleven Sports.

“È il top player che ho sfidato più volte e ci ho sempre preso. Voglio anche dire che ogni partita mi ha aiutato a progredire” – ha aggiunto. Sebbene non sia mai riuscito a sconfiggere un Top 25 nella sa carriera, Joao ha confidato di apprezzare ogni singolo match contro i più forti in circolazione.

“Ho fatto sicuramente progressi nel mio approccio contro i migliori. Oggi non ho più paura quando me li trovo davanti, scendo in campo con l’obiettivo di vincere”. Non poteva mancare un parere sul recente Adria Tour, che è costato a Djokovic tantissime critiche e ha minato il suo ruolo di presidente del Consiglio dei giocatori.

“Penso che si stia ponendo troppa enfasi sull’errore di Novak, quando il vero colpevole è l’organizzazione. Djokovic non lo ha fatto per soldi, ma per aiutare il tennis. Ci sono state troppe critiche.

È vero che non sono state prese le misure necessarie, ma bisognerebbe concentrarsi più sull’organizzazione e meno su Djokovic”. Lo stesso Nole è risultato positivo al COVID insieme alla moglie Jelena e ad altri quattro giocatori.