Alexander Crnokrak: “Novak Djokovic è un buon esempio di professionalità”



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Alexander Crnokrak: “Novak Djokovic è un buon esempio di professionalità”

L’australiano Alexander Crnokrak, 20 anni, è attualmente fuori dai primi 640 giocatori del ranking ATP. In questi giorni ha preso parte – vincendo – al torneo UTR Pro Tennis di Brisbane, sconfiggendo nell’ultima partita il connazionale Maverick Banes: “E’ stato un evento piuttosto positivo.

Ho giocato abbastanza bene durante tutta la settimana. Ho disputato più partite e sono stato più fiducioso con i colpi da fondo campo e per il modo in cui ho servito. Durante questa pausa ho lavorato su alcune cose e adesso le ho messe in pratica … Sono contento che questi sette giorni siano andati bene”.

Tra le sue vittorie, anche quella su Jason Kubler, ex numero 91 del mondo: “E’ stato sicuramente uno dei momenti migliori della settimana. E’ stato bello sfidarlo. Sapevo che sarebbe stata dura, perché lui è un giocatore molto forte e non ha mai perso una partita prima di oggi”.

Crnokrak parla di Nole Djokovic

Classe 2000, il giovane Alexander Crnokrak ha ammesso di avere come proprio modello di riferimento il numero uno del mondo Novak Djokovic, vincitore di 17 titoli del Grand Slam e campione dell’ultima edizione degli Australian Open: “Naturalmente, Nole fa un sacco di cose nel modo giusto”, ha detto di lui l’australiano, parlando con Tennis Australia.

“E’ il numero uno ATP. Rappresenta un buon esempio di come dovrebbe essere la professionalità e di come sono i livelli più alti nel tennis, perciò posso dire sicuramente di aver imparato alcune cose da lui, anche se il mio gioco è un po’ differente”.

Qualche settimana fa, Nole si è ritrovato al centro di una grande polemica che lo ha indicato come principale responsabile della nascita di un nuovo focolaio di Coronavirus nei Balcani, legato all’allestimento dell’Adria Tour da lui stesso organizzato.

Oggi, la presenza del virus nel mondo è ancora molto forte: i casi totali di contagio hanno superato i 16 milioni, mentre le vittime sono oltre 650 mila. Numerose nazioni, tra cui anche alcune europee, stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di tornare a sottoporre a quarantena determinate aree del proprio Paese.