Volandri sul debutto ATP di Djokovic: "Aveva qualcosa di diverso rispetto agli altri"



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Volandri sul debutto ATP di Djokovic: "Aveva qualcosa di diverso rispetto agli altri"

Nonostante i problemi fisici e respiratori che hanno caratterizzato la prima fase della sua carriera, Novak Djokovic è riuscito ad emergere e diventare uno dei migliori tennis della storia. Il campione serbo ha vinto in singolare 79 tornei, tra cui 17 tornei del Grande Slam, 34 Masters 1000 e 5 ATP Finals.

Djokovic ha fatto il suo esordio nel circuito maggiore ad Umago nel 2004. Dall’altra parte della rete c’era Filippo Volandri, che vinse il match con il punteggio di 7-6( 5) , 6-1. L’ex tennista azzurro avrebbe potuto vincere la partita in maniera ancora più netta, ma qualcosa di quel giovane ragazzino belgradese lo impressionò, qualcosa che aveva a che fare con la sua attitudine, con il suo spirito.

Filippo Volandri ricorda il primo Djokovic

“Dopo la partita, fuori dal campo, parlando con alcuni colleghi dissi: ‘Questo ragazzo è davvero bravo’ “ , ha dichiarato Volandri in una recente intervista al sito ufficiale dell’ATP.

“Tutti mi risposero: ‘Dai, avresti potuto vincere 6-1, 6-1’ . Ma alla fine ho avuto ragione io” . Nel primo set, l’azzurro era avanti 5-1 ed era convinto di poter chiudere facilmente il parziale, ma non aveva fatto i conti con una delle principali qualità di Djokovic: la capacità di non mollare mai.

“Stavo vincendo facilmente. Conducevo per 5-1 nel corso del primo set, ma lui era già un buon giocare e la sua reazione mi sorprese. Anche se combatteva con alcuni problemi respiratori e respirava visibilmente male, riuscì a reagire e questa è una cosa che hai dentro.

Puoi lavorarci sopra, ma alcuni giocatori nascono con qualcosa dentro e non si arrendono mai, cercano sempre di reagire quando sono sotto. La sua rimonta fu davvero impressionante. Fisicamente ed a livello di flessibilità era già su un altro livello rispetto agli altri.

Era così potente, saltava dappertutto in campo e dava molta rotazione alla palla nonostante fosse ancora molto esile. Questa è la differenza fra i campioni ed i giocatori normali: non serve peso per scagliare palle con tanto spin o tanta velocità.

Quando qualcuno ha qualcosa di diverso è difficile da spiegare. Vedi come sono in campo, il loro atteggiamento, la loro forza mentale. Djokovic ha gestito i brutti momenti da vero professionista quando era molto giovane.

Giocava troppo dietro rispetto alla linea di fondo, ma all’inizio è abbastanza normale. Quando sei giovane è complicato. È migliorato molto nel tempo: ha apportato modifiche tecniche, in particolare al suo servizio, nel corso della carriera.

Ma ciò che penso abbia fatto la differenza è la sua capacità di giocare vicino alla linea di fondo. Dopo la partita di Umago, ovviamente, era difficile dire che sarebbe diventato il numero uno del mondo e che avrebbe mantenuto tale posizione per tantissime settimane, ma si vedeva che aveva qualcosa di diverso.

Novak ha uno dei migliori rovesci della storia ed anche una delle migliori risposte. Nei momenti più importanti è un campione” .