Tipsarevic: "Le critiche a Novak Djokovic sono davvero ipocrite"



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Tipsarevic: "Le critiche a Novak Djokovic sono davvero ipocrite"

Novak Djokovic ha ricevuto critiche da tutte le parti per aver organizzato il controverso Adria Tour, finanziato dal numero 1 del mondo e dalla sua famiglia. L’esibizione è stata annullata al termine della seconda tappa di Zara, dopo che Grigor Dimitrov è risultato positivo al Coronavirus poco prima della finale tra Djokovic e Rublev.

La polemica si è accesa ulteriormente quando lo stesso fenomeno serbo si è rivelato positivo insieme a sua moglie e ad altri giocatori, che erano stati visti ballare in un night club senza curarsi minimamente delle norme sul distanziamento sociale.

Nonostante il 17 volte campione Slam abbia provato a scusarsi sui social, sono in molti – tra colleghi e addetti ai lavori – a chiedere la rimozione di Djokovic dal suo ruolo di presidente del Consiglio dei giocatori.

Nel corso di una recente intervista a SportKlub, Janko Tipsarevic ha accusato di ipocrisia tutti coloro che hanno accusato Nole negli ultimi giorni.

Tipsarevic: "Due pesi, due misure"

“I media britannici, che si sono accaniti contro Novak, sono i più grandi ipocriti.

Di recente è stata pubblicata una foto relativa alle spiagge dell’Inghilterra, dove tutti sono appiccicati, i fan del Liverpool hanno festeggiato il titolo della Premier League, in Bundesliga qualcuno è positivo, ma per noi sembra valere un ragionamento diverso” – ha ammonito il serbo.

“Dimitrov è risultato positivo e ora stanno sparando addosso a Djokovic con tutte le armi possibili. Si tratta di un caso esplicito di due pesi, due misure. Voglio vedere cosa succederà agli US Open. A New York ci saranno circa 700 persone nello stesso posto.

Lì stanno distruggendo Novak, ma cosa accadrà agli US Open se uno, due, o anche tre giocatori saranno positivi? Annulleranno il torneo? Testeranno tutte le 700 persone?” – si è interrogato l’ex top 10 palesando un certo scetticismo.

Il circuito ATP ripartirà a metà agosto con il torneo di Washington, prima dello spostamento a New York per il Masters 1000 di Cincinnati e gli US Open.