Novak Djokovic risponde alle critiche attraverso Instagram



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Novak Djokovic risponde alle critiche attraverso Instagram

L’Adria Tour è finito nell’occhio del ciclone. Sono tante le critiche piovute negli ultimi giorni sul torneo di esibizione ideato da Novak Djokovic per lanciare la ripartenza del tennis. A scatenare l’opinione pubblica ed anche molti degli addetti ai lavori è stata la positività di Grigor Dimotrov.

Il bulgaro ha partecipato alla prima ed alla seconda tappa dell’Adria Tour ed è risultato positivo al Covid-19 dopo essere rientrato a Monaco. Da quel momento sono stati allertati tutti i giocatori coinvolti in prima persona nell’evento ed i tifosi che hanno affollato i campi di gioco durante i vari incontri.

Dopo i vari tamponi effettuati, sono risultati positivi Novak Djokovic, sua moglie Jelena, il suo allenatore Goran Ivanisevic ed il suo preparatore atletico Marco Panichi, oltre che Borna Coric e Viktor Troicki.

La risposta alle critiche di Novak Djokovic

Dopo il comunicato apparso sul suo sito ufficiale la scorsa settimana, Djokovic è tornato sui social ed ha affidato la sua risposta alle critiche ed agli insulti ricevuti ad una frase dell’ex patriarca della chiesa ortodossa Paolo di Serbia.

“Le navi non affondano a causa dell’acqua che li circonda, ma a causa dell’acqua che entra. Non permettere loro di entrare dentro di te e trascinarti sul fondo” . Una frase emblematica, di quelle che piacciono a Djokovic, per lanciare un segnale a chi si è servito della questione per gettare fango su di lui.

Gli errori e la superficialità nell’organizzare un evento aperto al pubblico e senza rispettare le regole di distanziamento sociale restano, ma nelle ultime settimane le reazioni contro il serbo hanno oltrepassato ogni limite.

Le ultime forti parole sono arrivate da Herwig Straka, manager di Dominic Thiem, che ha forse dimenticato una cosa fondamentale: nessuno ha puntato una pistola al volto del suo assistito per obbligarlo a partecipare all’evento o alle diverse partite di calcio o basket.

“Ho sentito l’opinione di Gaudenzi e sono d’accordo con lui: cosa può fare l’ATP? I giocatori sono indipendenti, l’evento era fuori dalla nostra area” , ha dichiarato Straka a Der Standard.

“Era un torneo organizzato a scopo benefico, anche se alla fine tutto è andato nella direzione sbagliata. L’Adria Tour è stato un torneo assurdo, così come la direzione e l’organizzazione.