Becker: "Le critiche che sta ricevendo Novak Djokovic sono ingiuste"



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Becker: "Le critiche che sta ricevendo Novak Djokovic sono ingiuste"

Hanno fatto il giro del mondo le immagini dell’Adria Tour, l’esibizione benefica organizzata da Novak Djokovic che è stata annullata dopo l’annuncio della positività al COVID-19 di alcuni giocatori (compreso il numero 1 del mondo e sua moglie Jelena).

La decisione di non rispettare i protocolli di sicurezza e le norme sul distanziamento sociale non ha sortito gli effetti sperati, anzi l’immagine del serbo rischia di essere definitivamente compromessa. Secondo alcune autorevoli indiscrezioni, potrebbe svolgersi una votazione per decretare o meno la rimozione di Nole dal suo ruolo di presidente del Consiglio dei giocatori.

Il fenomeno di Belgrado non ha ricevuto grande solidarietà da parte dei suoi colleghi, incassando le dure critiche di Nick Kyrgios, Noah Rubin e Andy Murray. Soltanto Gilles Simon ha provato a gettare acqua sul fuoco, ma l’impressione è che ci vorrà ben altro per far passare questa burrasca.

Nel frattempo, l’ex coach di Djokovic Boris Becker ha spezzato una lancia in favore del 17 volte campione Slam, reo di aver commesso alcune leggerezze ma ingiustamente crocifisso e strumentalizzato.

Becker: "Quest'esibizione aveva uno scopo nobile"

“Voglio difendere Novak.

Penso che le critiche che abbia ricevuto siano ingiuste” – ha esordito il tedesco in occasione del lancio di TopLevelTennis.com, un nuovo servizio di coaching online. “Il motivo per cui tutti quei giocatori si sono presentati nei Balcani era nobile.

Sono d’accordo sul fatto che la festa in discoteca e la partita di basket non fossero necessari, ma anche io quando avevo 30 anni amavo divertirmi un po’ con i miei amici. Non sto giustificando l’accaduto, ma capisco la loro tentazione.

Credo che dovremmo tutti sperare che i giocatori contagiati non abbiano effetti gravi e che tutti possano essere curati. Io sono convinto che il tennis riprenderà in sicurezza nonostante questa vicenda” – ha precisato l’ex numero 1 del mondo.

Ricordiamo che anche il chairman dell’ATP Andrea Gaudenzi era stato duro verso i partecipanti all’Adria Tour, comparandoli a dei bambini che si ostinano ad andare in bicicletta senza casco.