Simon: "Tanti non vedevano l'ora di poter attaccare Novak Djokovic"



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Simon: "Tanti non vedevano l'ora di poter attaccare Novak Djokovic"

Ha fatto molto scalpore l’annullamento dell’Adria Tour, l’esibizione organizzata da Novak Djokovic nei Balcani senza il minimo rispetto dei protocolli di sicurezza e delle norme sul distanziamento sociale.

Grigor Dimitrov, Borna Coric, Viktor Troicki e lo stesso numero 1 del mondo (insieme alla moglie Jelena) sono infatti risultati positivi al Coronavirus, il che ha generato un’ondata di polemiche e critiche nei confronti del 17 volte campione Slam.

Intervistato da Tennis Break News, Gilles Simon ha cercato di analizzare con lucidità gli eventi accaduti negli ultimi giorni, evitando di gettare benzina sul fuoco a differenza di molti suoi colleghi (come Guido Pella, Nick Kyrgios e Noah Rubin).

Simon: "Djokovic è un personaggio troppo ingombrante"

“Ci sono tante persone che sono molto felici di attaccare Djokovic perché è un personaggio ingombrante” – ha esordito il veterano francese.

“Cercheranno di addossargli tutta la colpa perché è conveniente per i loro interessi. Non succede per caso. Come si è permesso Noah Rubin di demolire Djokovic in quel modo? Quando mai abbiamo detto di aver bisogno della sua opinione? Ad esempio, Rubin lo ha criticato per non aver partecipato alla conferenza su Zoom, ma non sa che Djokovic ha trascorso 1500 ore al telefono per risolvere la questione.

Rubin lo accusa senza sapere che Nole aveva discusso di tutti quegli argomenti in anticipo. Novak ha fatto per Noah Rubin molto più di quello che lui pensi. Questo è il problema che c’è con alcuni giocatori.

Se chiunque è legittimato a parlare, troverai sempre ragazzi che non sono d’accordo e che non hanno una visione complessiva di quello che succede” – ha aggiunto l’ex numero 6 ATP. Il transalpino ha infine ribadito l’enorme impegno del serbo anche fuori dal rettangolo di gioco: “Siccome Novak cerca di fare molte cose, ci sono tante persone che ne sono infastidite.

È andato contro gli interessi della USTA, che vogliono provare a organizzare gli US Open. Se il numero 1 del mondo si oppone alle loro condizioni, è chiaro che non siano felici”.