Ivanisevic: “L’offerta di allenare Djokovic come quella per il Real Madrid”



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Ivanisevic: “L’offerta di allenare Djokovic come quella per il Real Madrid”

Non era iniziato per niente male questo 2020 per Goran Ivanisevic: l’ex campione di Wimbledon aveva infatti assistito alla vittoria del suo allievo Nole Djokovic alla nuova ATP Cup, agli Australian Open ed infine anche a Dubai, senza nemmeno concedere una sola sconfitta.

Un esordio di stagione strabiliante, se non fosse stato per la successiva emergenza di Covid-19, che ha rapidamente costretto l’intero circuito maschile e femminile a prendere provvedimenti e sospendere tutto fino all’estate.

“Spero davvero che questo Coronavirus scompaia”, ha detto Goran ad Al Jazeera Balkans. “Nole era riuscito a portare la sua condizione fisica ad un livello difficile da replicare, il suo tennis era perfetto sotto ogni aspetto.

Credo fosse l’unico in grado di realizzare il Grand Slam. Questo, secondo me, era l’anno buono”.

Goran Ivanisevic: "Allenare Novak Djokovic è come allenare il Real Madrid"

Goran ha quindi ricordato l’inizio della sua collaborazione professionale con il numero uno ATP, avvenuta lo scorso anno: “E’ come se fossi un allenatore di calcio e il Real Madrid mi chiamasse per fargli da coach.

Ti metti in modo immediatamente, anche a piedi se necessario. Novak Djokovic non si rifiuta. Sono abituato a vivere sotto pressione e sarebbe noioso se tutto andasse bene. Cosa può fare Novak? Lui è una persona che vuole costantemente migliorare.

Non facciamo altro che parlare e discutere su come possa affinare il proprio gioco”. Ivanisevic si è infine espresso sull’organizzazione dell’Adria Tour: “Io e Nole parliamo la stessa lingua, la nostra mentalità è la medesima ed un tempo eravamo cittadini dello stesso Paese.

Adesso siamo tutti sparpagliati. Ma non c’è posto per odio e gelosia nello sport. Ci sono un sacco di calciatori che giocano nella stessa squadra e si supportano a vicenda. Il tennis è uno sport individuale, ma è bello andare ad un torneo e vedere negli spogliatoi venti giocatori balcanici tutti insieme, che si allenano ed aiutano.

Quando sei in campo, durante quelle ore, tutti vogliono vincere, ma poi si torna ad essere amici. Il giorno dopo si allenano tutti di nuovo, perciò questa è una bella cosa e naturalmente lo sport è l’unico in grado di unire ed avvicinare le persone, collocare i rapporti umani ad un livello normale come dovrebbero sempre essere”.