Djokovic risponde alle critiche: "Stiamo seguendo le indicazioni del governo"



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Djokovic risponde alle critiche: "Stiamo seguendo le indicazioni del governo"

Novak Djokovic ha ideato e organizzato l’Adria Tour per lanciare la ripartenza del tennis. L’evento prevede quattro tappe e vedrà la partecipazione di grandi campioni del calibro di Dominic Thiem, Alexander Zverev, Borna Coric, Marin Cilic e Grigor Dimitrov, oltre che dello stesso Djokovic.

Il campione serbo ha ricevuto diverso critiche per il fatto di aver organizzato un evento aperto al pubblico e senza distanziamento sociale. Djokovic ha voluto però difendersi dai commenti negativi che lo hanno colpito negli ultimi giorni attraverso una conferenza stampa poi trascritta sul sito ufficiale di ESPN.

Da sottolineare che il governo di Belgrado ha scelto di revocare le restrizioni adottate nelle scorse settimane per l’emergenza sanitaria.

Novak Djokovic risponde alle critiche e difende l'Adria Tour

“Da noi ci sono misure diverse, quindi è difficile pensare agli standard internazionali” , ha dichiarato il 17 volte campione Slam.

“La Serbia ha numeri migliori rispetto ad altri paesi ed il Coronavirus ha influito diversamente. La situazione si è normalizzata, per questo possiamo vedere il pubblico sugli spalti. So che molte persone ci hanno criticato , dicendo che adottare queste misure è pericoloso, ma non spetta a me decidere cosa sia giusto o sbagliato per la salute delle persone.

Stiamo facendo tutto ciò che il governo serbo ci sta dicendo di fare e speriamo di tornare tutti presto in Tour. Quello che sta accadendo nel mondo è orribile, molte vite sono state spezzate e senza dubbio è una situazione difficile.

Qui in Serbia ci sono stati alcuni morti, ma il virus non ha avuto le stesse conseguenze rispetto a molti paesi. La vita continua e noi atleti non vediamo l’ora di tornare a competere”. Proprio nelle scorse settimane, Djokovic si è espresso anche sulla possibilità di disputare la stagione americana a partire dal prossimo 17 agosto.

“Alla maggior parte dei giocatori con cui ho parlato non piace l’idea. Per me, attualmente e per come penso si evolveranno le cose, la cosa più probabile è tornare a giocare solo sulla terra, a settembre, per preparare il Roland Garros. Non andrò agli US Open in condizioni che ritengo estreme. Non credo sia ragionevole”.