Coach Vajda: "Avevo dei dubbi che Novak Djokovic potesse vincere il Roland Garros"



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Coach Vajda: "Avevo dei dubbi che Novak Djokovic potesse vincere il Roland Garros"

Novak Djokovic ha sempre desiderato vincere il Roland Garros, che per molti anni è stato l’unico Slam ancora fuori dalla sua bacheca. Il numero 1 del mondo ha dovuto fare i conti con il dominio di Rafael Nadal a Parigi e nel 2015 – dopo aver battuto proprio il maiorchino – si è arreso in finale a uno Stan Wawrinka davvero incontenibile.

Il fenomeno serbo si sarebbe riscattato l’anno successivo, battendo Andy Murray e diventando il quinto giocatore nell’Era Open a completare il ‘Career Grand Slam’ (e il primo a detenere contemporaneamente tutti e quattro i Major da Rod Laver nel 1969).

Nella seconda parte della sua chiacchierata con David Law, Catherine Whitaker e Matt Roberts per il ‘Tennis Podcast’, il suo storico coach Marian Vajda ha ammesso di non essere sempre stato convinto delle possibilità di Nole a Parigi.

Vajda e i dubbi su Novak

“Il Roland Garros è forse il torneo più difficile da vincere in assoluto. Devi battere sette dei migliori giocatori sulla terra al meglio dei cinque set. Andy Murray stava giocando il suo miglior tennis di sempre sul rosso quell’anno.

Ho sempre sperato che Novak vincesse a Parigi, ma avevo dei dubbi. Il suo grande obiettivo era vincere tutti e quattro gli Slam nello stesso anno solare. Nel 2015-2016 ne vinse quattro di fila” – ha raccontato Marian Vajda.

“Ricordo che prima di entrare in campo per la finale del 2016, Novak Djokovic era davvero teso. È stato bravo a rimanere paziente e a cambiare il suo modo di giocare con il passare dei minuti. Ce lo siamo proprio goduto quel trionfo a Parigi.

Siamo usciti tutti insieme e abbiamo festeggiato. Abbiamo cenato e ci siamo goduti la serata assieme. Rimarrà per sempre nella mia memoria, dato che Novak aveva realizzato qualcosa di gigantesco”. Quella del 2016 rimane anche l’ultima finale disputata da Djokovic al Roland Garros, dove quest’anno potrebbe tornare in auge visto il suo stato di forma (il veterano di Belgrado era imbattuto prima della sospensione).