Boris Becker e il primo incontro con Djokovic: "Nole non era soddisfatto di sé"



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Boris Becker e il primo incontro con Djokovic: "Nole non era soddisfatto di sé"

Boris Becker è stato il coach di Novak Djokovic per tre anni, da fine 2013 a fine 2016. Sotto la guida del tedesco, Nole ha vinto sei titoli Slam, di cui il primo a Wimbledon nel 2014, e ben 14 Masters 1000. Dopo la crisi iniziata a metà 2016, che si sarebbe poi protratta fino all’estate del 2018, Djokovic decise di interrompere la collaborazione con Becker, ma il rapporto tra i due è rimasto decisamente positivo.

“Novak sarà sempre un mio caro amico” ha infatti sottolineato lo stesso Becker nel corso di un’intervista concessa a Eurosport Germania. “Abbiamo smesso di lavorare insieme alla fine del 2016, perché gli serviva una pausa.

Poi ha avuto dei problemi al gomito, che lo hanno costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico nella primavera del 2017. Sono stati tre anni intensi e di grande successo; ma arriva un momento nel quale anche una superstar del livello di Djokovic deve prendersi una pausa”.

Quella "pausa" sarebbe terminata a Wimbledon 2018, con il successo in finale ai danni di Kevin Anderson, dopo che Nole era scivolato fino addirittura alla 22ma posizione mondiale.

Le parole di Becker sul primo incontro con Djokovic

La sincerità paga sempre, e il primo incontro tra Boris e Nole ne è l’ennesima conferma.

“Andai a trovare Djokovic a Monte Carlo e parlammo di tennis per 48 ore” ha ricordato Becker. “Lui aveva appena perso la prima posizione mondiale. Gli promisi che mi sarei comportato nell'unico modo in cui un rapporto può funzionare: essendo sincero.

Gli dissi che forse il problema era che non era per niente migliorato da quando era diventato il numero uno. Nadal e Federer avevano modificato il loro tennis; per contro, gli dissi che non mi piaceva la sua posizione in campo né il suo servizio, per niente.

Abbiamo avuto una lunga conversazione. Aveva già vinto molti titoli dello Slam ed era una superstar assoluta, ma non era soddisfatto di se stesso e cercava di più. Devo riconoscergli il merito per questo” ha concluso il tedesco. Photo Credit: Getty Images