Annacone e Davenport difendono Novak Djokovic dopo le accuse di Daniel


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Annacone e Davenport difendono Novak Djokovic dopo le accuse di Daniel

L’ATP ha deciso di sospendere il Tour per sei settimane a causa dell’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo. Secondo alcune indiscrezioni, Novak Djokovic avrebbe lasciato la California prima della comunicazione ufficiale del presidente dell’Association of Tennis Professionals, scatenando così la reazione di alcuni giocatori.

In particolare, il giapponese Taro Daniel ha spiegato: “Come mai Djokovic ha lasciato gli Stati Uniti prima che qualsiasi torneo post Indian Wells venisse cancellato o rinviato? Quali informazioni mi mancano? Si sapeva che al 98% i tornei successivi non si sarebbero disputati, ma se il Presidente del Consiglio dei giocatori se ne va in anticipo, significa che ci hanno tenuto nascosto qualcosa”.

Sulla questione sono intervenuti Paul Annacone e Lindsay Davenport, che a Tennis Channel hanno difeso il campione serbo. “Penso che Djokovic, essendo il Presidente del Consiglio giocatori, sia stato uno dei primi a conoscere la decisione di sospendere il torneo di Miami ed il resto delle competizioni per sei settimane” , ha dichiarato Annacone.

“Non dovrebbe essere attaccato per questo, poiché le cose sono sempre andate così. Penso che le lamentele al riguardo debbano essere superate, dal momento che Djokovic ha fatto semplicemente ciò che era meglio per lui, per la sua squadra e per la sua famiglia”.

Devenport si è invece soffermata proprio sul fattore famiglia. “Tutti devono ricordare che i giocatori prima di essere dei tennisti sono delle persone, e in quanto tali devono prendere delle decisioni che riguardano direttamente la propria famiglia.

Non sappiamo il momento preciso in cui L’ATP ha preso la sua decisione e l’ha comunicata a Djokovic, ma i giocatori hanno il diritto di decidere cosa vogliono fare nella loro vita. Nole ha due bambini piccoli a casa e penso che questo sia stato fondamentale”.