Djokovic, la chiave è il servizio. Parola di Isner e Opelka


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Djokovic, la chiave è il servizio. Parola di Isner e Opelka

Se lo dicono John Isner e Reilly Opelka, possiamo fidarci. D'altronde sarebbe assurdo anche solo tentatare di ricercare dei difetti nel tennis di Novak Djokovic. «In realtà non pensi al suo servizio. Ed è irrispettoso, visto che fa tutto bene.

Non è necessariamente una questione di velocità. Nel corso degli ultimi anni ha imparato soprattutto a variare gli angoli. Il suo adesso è un colpo molto affidabile, anche per questo è il giocatore più dominante in questo specifico periodo storico» ha spiegato Isner.

Da quando si è affacciato nel circuito maggiore, sportivamente una vita fa, il serbo ha vinto l'86% dei game al servizio il 56% dei punti con la seconda palla. Tanto per capirci, ha fatto meglio di gente come Goran Ivanisevic e Mark Philippoussis.

Specialisti, per usare una banalità. Dello stesso parere anche Opelka, vera e propria macchina da ace, che ha avuto la fortuna di non ritrovarselo mai davanti. «Se ne parla raramente. Eppure ha un servizio incredibile.

E poi con il primo colpo fa quasi sempre la differenza. Parliamo di un giocatore veramente impossibile da contenere quando è al meglio» ha spiegato alla fine. Ed è vero. Tanto per fare un esempio, il numero uno del mondo aveva chiuso il 2016 con una media di 3.2 ace a partita. Dopo tre mesi di 2020 è a quota a 7.2. Photo Credit: Getty Images