Novak Djokovic ricorda la difficile infanzia: “In fila per pane e acqua”


by   |  LETTURE 10496
Novak Djokovic ricorda la difficile infanzia: “In fila per pane e acqua”

Conosciamo tutti, chi più e chi meno, la storia di Novak Djokovic. Cresciuto nella Belgrado bombardata degli anni ’90 dalla NATO nel contesto della guerra in Jugoslavia, Nole ha conosciuto sin da piccolo il rumore delle esplosioni degli ordigni e le grida disperate dei propri concittadini.

“E’ difficile parlare a nome di Roger o Rafa”, ha commentato il serbo in una recente intervista. “Ho il massimo rispetto e la più alta ammirazione per loro e per le persone che sono, per tutto ciò che hanno realizzato e per come si comportano sia dentro che fuori dal campo.

Io posso parlare solo di me stesso. Abbiamo avuto dei percorsi di vita del tutto differenti. Siamo cresciuti in contesti diversi, in Paesi diversi e con un’educazione differente”. In ogni caso, non c’è dubbio che la guerra in Jugoslavia abbia in qualche modo formato il carattere di Djokovic, che ne ha già spesso riconosciuto in passato la grande importanza per lui: “Io sono cresciuto in Serbia durante il difficile periodo della guerra negli anni ’90, un momento complesso, c’era l’embargo e dovevamo metterci in fila per aspettare il pane, il latte, l’acqua e tutte le cose fondamentali per la vita.

Credo che tutto questo ti renda più forte e più affamato di successo in qualsiasi cosa tu scelga di fare. Sono venuto letteralmente dal nulla, da delle circostanze molto difficili di vita”. La grande forza mentale di Nole potrebbe derivare proprio da tutto ciò: “Questo mi ha sempre ispirato, motivato ed è qualcosa capace di spingermi ancora di più”.