Piatti: "Sinner non è Djokovic, ma la strada è quella. Deve migliorare in tutto"


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Piatti: "Sinner non è Djokovic, ma la strada è quella. Deve migliorare in tutto"

Jannik Sinner è arrivato ad un passo dalla sua prima semifinale in un torneo ATP 500. Dopo aver battuto David Goffin al secondo turno, il tennista italiano ha giocato un’altra ottima partita contro l’esperto Pablo Carreno Busta ai quarti di finale.

L’ottima partita questa volta non si è trasformata in vittoria, ma le sensazioni sono positive e la strada tracciata sembra essere quella giusta. "Dalle Next Gen Finals in poi, tutti riscoprono Jannik ogni volta che vince una partita" , ha spiegato Riccardo Piatti in un'intervista al Corriere dello Sport.

"Invece le partite che a me interessano di più sono quelle che perde, o quelle dove gioca male. Quella contro Fucsovics in Australia, e quella contro Ymer a Montpellier. In Francia, dopo l’incontro, Jannik era fuori dalla grazia di dio per aver perso, gli bruciava da matti.

Ho dovuto dirgli: 'L'anno scorso a febbraio eri numero 570 del mondo, quindi non mi rompere le scatole' . Jannik deve ancora migliorare in tutto, continuo a ripeterlo. Cosa gli manca? Le solite 150 partite da giocare ad alto livello, vinte o perse non importa"

Piatti ha poi parlato dei prossimi impegni del giovane tennista italiano. "A Marsiglia invece entrerà in tabellone direttamente, ma è vero che mi interessa che Jannik giochi tanto, e sempre con i più forti.

Questa settimana si è allenato con tutti: Auger-Aliassime, Medvedev, Shapovalov, e vince quasi sempre lui. Ma deve imparare a gestire le partite. Per questo farà tutta la stagione sul rosso: Marrakech, Budapest, Montecarlo, Monaco, Madrid, Roma, Lione… Perché sulla terra troverà giocatori, come Carreno-Busta qui a Rotterdam, che lo costringeranno a fare fatica.

Oggi, se avesse saputo gestire meglio certe situazioni, avrebbe vinto in due set. Ma è giovane, bisogna dargli tempo. Ho allenato Djokovic quando aveva l’età di Sinner: venimmo qui a Rotterdam e Nole al primo turno battè Seppi, al secondo Henman, poi perse contro Stepanek: guarda caso 7-6 al terzo….

Poi fu sconfitto al primo turno sia a Indian Wells da Benneteau, sia a Miami da Coria. Jannik non è Nole, ha un suo percorso. Ma la strada è quella"