Novak Djokovic: “Janko Tipsarevic? Un ribelle coi tatuaggi e i piercing”


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Novak Djokovic: “Janko Tipsarevic? Un ribelle coi tatuaggi e i piercing”

Dopo 17 anni trascorsi nel Tour professionistico, quattro titoli ATP conquistati e i quarti di finale raggiunti per due volte agli Us Open, il trentacinquenne Janko Tipsarevic ha detto di dire basta: abbandonerà il circuito ufficiale dopo la conclusione del percorso della sua amata Serbia in Coppa Davis.

Novak Djokovic, originario come lui di Belgrado e grande amico di Janko sin da bambino, ha detto da Madrid di lui: “Quando eravamo più piccoli riuscivamo a vederci molto spesso con le nostre famiglie. I nostri padri erano amici e si conoscevano molto bene.

Ricordo quando giocava con me. A quel tempo, d’accordo che era più grande di me, ma lui era il miglior giocatore al mondo. Quando era under 14, 16 o 18 era il miglior junior che il nostro Paese avesse mai avuto. Era anche diverso dagli altri.

Si tingeva i capelli, aveva i piercing, i tatuaggi e di questi ne ha ancora molti. Credo fosse un po’ un ribelle. Voleva tutte le cose a modo suo. E’ una cosa che rispetto e che ammiro molto di lui: il fatto che sia davvero autentico, onesto e trasparente.

Ti dice direttamente le cose come stanno, cosa sta succedendo o cosa ha in testa”. Djokovic si è così espresso sulla decisione dell’amico di ritirarsi in Coppa Davis, competizione in cui Janko vanta un bilancio totale di 42 vittorie e 19 sconfitte: “La sua dedizione verso questa squadra e la Davis è straordinaria.

Si merita tutte le lodi per questo. Naturalmente, questa è una settimana emozionante sia per lui che per noi. Siamo andati avanti come squadra molto bene. Lui ha vinto ieri il suo doppio, sta giocando molto bene con Viktor [Troicki] Siamo felici che abbia deciso di dire addio durante la Coppa Davis, così possiamo trascorrere insieme una bella settimana”.

Dopo il ritiro dal tennis, Tipsarevic rimarrà probabilmente legato in qualche modo a questo sport: possiede infatti un’Accademia, con sedi in Serbia, Cina e Messico. Djokovic ha quindi concluso: “E’ un mio amico di lunga data.

Gli auguro tutto il meglio per i prossimi capitoli della sua vita. Passeremo insieme un sacco di tempo. Credo che in qualche modo con la sua accademia resterà in ogni caso legato al mondo del tennis, anche attraverso magari un ruolo da allenatore, mentore o qualcosa del genere. E’ stato un bel viaggio quello fatto con lui, assolutamente. Abbiamo condiviso insieme momenti bellissimi”.