Novak Djokovic e quella camera iperbarica “parcheggiata” agli Us Open


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Novak Djokovic e quella camera iperbarica “parcheggiata” agli Us Open

Il numero uno ATP Novak Djokovic, costretto al ritiro dagli Us Open per un brutto infortunio alla spalla sinistra nel suo match di ottavi di finale contro lo svizzero Stan Wawrinka, ha avuto a disposizione per tutta la durata del torneo la propria camera iperbarica sul retro di un camion stazionato in un parcheggio di Corona Park, l’area in cui si tiene il Grand Slam newyorkese.

Secondo alcuni testimoni, il rimorchio era stato posizionato in particolare in un’area chiusa al pubblico e adiacente alla New York Hall of Science, a solo poche centinaia di metri dall’Arthur Ashe Stadium. L’utilizzo della camera iperbarica, di cui Djokovic è da sempre stato un grande sostenitore, è considerato legale dalle regole della WADA (World Anti-Doping Agency).

Il serbo ne fece uso la prima volta nel 2011 e da allora non l’ha più abbandonata. Molti altri atleti, anche di differenti sport, negli ultimi anni se ne sono avvicinati. Questo particolare dispositivo permette infatti di facilitare la respirazione dell’ossigeno e di migliorare di conseguenza le prestazioni sportive e il recupero dagli infortuni.

Tuttavia, è del tutto insolito che un atleta disponga all’interno di un impianto sportivo un’area specifica per un suo esclusivo utilizzo dello strumento. Tra l’altro, secondo alcune voci Djokovic lo avrebbe fatto portare con sé anche in occasione di altri eventi nel Nord America, come i Masters 1000 di Indian Wells e Cincinnati.

Nole, che ancora si sta sottoponendo alle cure per risolvere il suo infortunio alla spalla, non parteciperà quest’anno alla Laver Cup di Ginevra ed è ancora in dubbio la sua programmazione per la fine della stagione, anche se aveva recentemente fatto sapere da Twitter di poter forse già tornare a giocare in Asia.