Djokovic: "Battere Federer e Nadal nei grandi tornei è un'ambizione"


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Djokovic: "Battere Federer e Nadal nei grandi tornei è un'ambizione"

Novak Djokovic è approdato quest’oggi al terzo turno senza alcun problema, grazie al successo per 6-1 6-4 6-3 maturato ai danni di Henri Laaksonen. Il prossimo avversario sarà la grande rivelazione azzurra Salvatore Caruso.

“Non l’ho mai affrontato, e non mi sono mai allenato con lui” ha rivelato il numero 1 del mondo in conferenza stampa. “Non lo conosco troppo, ad essere onesto. È una cosa molto interessante, sarà la terza partita di fila in cui giocherò contro un avversario mai affrontato prima.

Non credo fosse mai successo nella mia carriera, almeno a livello Slam. Per la terza volta, dovrò fare i compiti a casa, analizzare il suo gioco. L’ho visto giocare un po’ oggi, mentre aspettavo di scendere in campo.

Ho visto che viene dalle qualificazioni. Ha vinto quante, cinque partite? Perciò sarà parecchio in fiducia. Non ha niente da perdere”. A Djokovic è stato poi chiesto di parlare della rivalità con Rafael Nadal.

“Sono davvero onorato di essere parte di una delle più grandi rivalità dello sport” ha spiegato il serbo. “Credo che nessuna rivalità, nella storia del tennis, possa vantare lo stesso numero di sfide della nostra.

E sta continuando. Sono diventato il giocatore che sono grazie a lui, senza dubbio, perchè mi ha spinto sempre a migliorarmi, e credo che valga anche il viceversa. I suoi risultati e tutto ciò che ha fatto, specialmente su questa superficie, mi mettono ulteriore pressione, e dovrò essere bravo a gestirla.

Una delle mie più grandi ambizioni è sempre quella di battere Rafa o Roger nei tornei più importanti”. Nole ha anche parlato delle cose che più lo hanno soddisfatto nel proprio gioco in questi primi due turni di Roland Garros.“Credo di aver servito bene.

Ho usato molto bene il dritto, da diversi angoli del campo. Il rovescio è stato molto solido. In generale, ho giocato due partite solide. Non ho quasi mai abbassato il livello, a parte forse un paio di game in cui ho avuto un po’ un calo di concentrazione e ho perso il servizio.

Ma a parte questo, sono stato molto solido. Non ho speso troppo tempo sul campo, avendo vinto sempre in tre set, perciò tutto sta andando nella giusta direzione”. Nell’ultima parte della conferenza, Djokovic ha comparato il suo stato attuale al 2016, anno del suo primo e ultimo trionfo a Parigi.

“Ho grandi ambizioni per questo torneo” ha esordito il serbo. “Qui a Parigi ho giocato diverse finali, e poi ho conquistato quel titolo memorabile nel 2016. Da allora sono successe tante cose: sono stato lontano dal circuito per sei mesi, mi sono operato al gomito, ho cambiato la racchetta, insomma tante trasformazioni sono avvenute nella mia carriera.

Ma ho lavorato duramente per tornare al massimo, e penso che dallo scorso Wimbledon le cose abbiano ricominciato a funzionare. Vincere gli Slam ti dà sensazioni diverse da qualsiasi altra cosa. Ti consente di scrivere il tuo nome nei libri di storia del tennis”.