Atp Madrid - Djokovic torna grande, ko Thiem: terza finale alla Caja Magica


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Atp Madrid - Djokovic torna grande, ko Thiem: terza finale alla Caja Magica

Se il quarto di finale vinto a tavolino contro Cilic non aveva permesso di fugare le perplessità sulle condizioni di Novak Djokovic, la semifinale di oggi contro Dominic Thiem lascia ben pochi dubbi in merito. In sostanza, dopo un post Australian Open da incubo, i tifosi del serbo possono finalmente respirare: la prima semifinale di Madrid ci consegna infatti un ottimo Djokovic, tornato solido da fondo, lucido nei momenti chiave della gara e determinato sul piano mentale.

Con un 7-6(2) 7-6(4) maturato in due ore e mezzo di partita, Nole vendica le ultime due sconfitte subite sul rosso per mano del classe ’93 (Roland Garros 2017 e Monte Carlo 2018), sale avanti 6-2 nel bilancio degli scontri diretti e soprattutto guadagna l’accesso alla sua terza finale in carriera a Madrid.

Le prime due sono coincise con due trionfi del serbo: nel 2011 contro Nadal e nel 2016 contro Murray. Era dal torneo di Roma 2017, quasi due anni fa, che Djokovic non raggiungeva una finale sulla terra battuta: tra lui e il tris madrileno c’è ora solo uno tra Nadal e Tsitsipas, che si affronteranno stasera nella seconda semifinale.

Thiem manca invece l’appuntamento con quella che sarebbe stata la terza finale in tre anni al Mutua Madrid Open: nel 2017 l’austriaco cedette a Nadal, dodici mesi fa a Zverev. L'austriaco parte forte nel primo set e vola subito avanti di un break, salendo fino al 3-1.

Nel sesto game arriva la reazione del serbo, che confeziona un contro-break da campione: sotto 40-30, Nole approda ai vantaggi con un gran dritto inside-in al termine di uno scambio durissimo, quindi sale a palla break con una magica contro-smorzata, che Thiem non riesce a recuperare.

Un errore di dritto dell’austriaco consegna quindi il 3-3 al numero 1 del mondo, che alza definitivamente l’asticella e comincia a fare gara di testa. Nel nono game, Thiem riesce in realtà a procurarsi altre due palle break, ma in entrambi i casi Nole si salva: sulla prima con un rovescio stretto che atterra proprio sulla riga, sulla seconda con una prima vincente.

Senza ulteriori sussulti si approda al tie-break, e qui l’equilibrio si spezza definitivamente: Djokovic non sbaglia niente, Thiem vacilla da fondo e cerca continuamente di abbreviare gli scambi con palle corte mal giocate, su cui il serbo non va di fatto mai in difficoltà.

Il risultato è un netto 7-2, impreziosito dallo splendido punto del 4-1 di Nole, autore di un recupero prodigioso su una veronica dell’austriaco a campo aperto. Copione sostanzialmente analogo nel secondo parziale, dove l’austriaco si rende sistematicamente insidioso in risposta.

Dopo quattro palle break annullate, Thiem ottiene il meritato break nel sesto game, ma ancora una volta subisce la pronta reazione del serbo: una risposta spaventosa col dritto, un gran passante di rovescio e due errori del classe ’93 consegnano infatti l’immediato contro-break a Djokovic, che poi risale fino al 4-4.

Di nuovo, è Nole il più solido nella volata finale: sul 5-5, Thiem gioca uno dei game più brutti della sua partita, e con quattro errori regala al serbo il break decisivo. Al servizio per chiudere, Nole restituisce il favore: tolta una grande risposta dell’austriaco, il numero 1 del mondo sbaglia di tutto e concede il contro-break addirittura con il primo doppio fallo della sua partita.

I grandi campioni, però, sanno resettare in un attimo qualsiasi momento negativo: e così riesce a fare, per l’ennesima volta in carriera, un grande campione come Djokovic. A differenza del primo set, c’è però equilibrio stavolta nel tie-break: Nole vola sul 2-0, Thiem risponde e si porta sul 3-2.

A fare la differenza è il doppio fallo commesso dall’austriaco sul 4-3: forte del mini-break di vantaggio, Djokovic sale a match point con un punto da fenomeno e chiude i conti al primo match point grazie a una stecca di rovescio dell’austriaco.

Domani sarà per lui la finale numero 107 in carriera, la 48ma a livello 1000: un successo gli consentirebbe di eguagliare il record di 33 trionfi 1000 di Rafael Nadal.