Djokovic: "Considerando un anno fa, è fenomenale essere dove sono oggi"


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Djokovic: "Considerando un anno fa, è fenomenale essere dove sono oggi"

Buon ingresso nel torneo per Novak Djokovic: un set tirato e l’altro dominato contro un ottimo Bernard Tomic e vista su un terzo turno che, teoricamente, dovrebbe essere ancora più agevole contro Delbonis. Nella rituale conferenza stampa post-match, Nole anzitutto elogia l’australiano: «È un giocatore che non ti dà ritmo, ti rimanda ogni palla in modo diverso.

Può giocare bene sia coi piedi dentro al campo, sia molto lontano dalla riga di fondo. È difficile interpretarlo. Ad esempio ha un movimento del servizio che non ti permette di capire dove servirà; ha servito davvero bene oggi, è stato difficile per me leggere le sue traiettorie.

Ho giocato una partita solida nel complesso, nel secondo set ho giocato meglio». Viene chiesto poi a Djokovic se avvertisse una pressione extra qui a Miami dopo una deludente prestazione a Indian Wells: «No. C’è sempre pressione quando si gioca su un campo centrale come questo, indipendentemente da quanta esperienza hai o quanto in alto sei nel ranking.

È normale provare sensazioni così in tornei come questo; per me era la prima in uno stadio come questo, è stata una sensazione unica». Viene chiesto a Djokovic come abbia saputo costruire un corpo così elastico, flessibile, quasi gommoso: «Penso che praticare lo sci abbia aumentato la flessibilità di caviglie e articolazioni – rivela Nole – conosco un sacco di giocatori a cui è vietato sciare da contratto, ma io non firmerei mai un contratto che mi impedisce di sciare.

Amo lo sci e vengo da una famiglia di sciatori: mio padre faceva le gare di sci, i miei zii pure. Sono cresciuto in montagna e per noi è normale trovarci sulle piste. Oltre a questo, spesso ho giocato a basket e calcio, sport molto famosi nel mio Paese e praticabili all’aperto.

Tutto questo credo mi abbia aiutato in parte a diventare un giocatore di tennis». Esattamente un anno fa, probabilmente Djokovic viveva uno dei peggiori momento della carriera: precipitato in classifica, aveva chiuso il Sunshine Double raccogliendo sconfitte terrificanti contro Taro Daniel e Benoit Paire.

Oggi è nuovamente numero uno del mondo con tre Slam in tasca rispetto a un anno fa: «Non mi piace paragonare stagioni e annate. Gli ultimi 10-12 mesi sono stati davvero speciali. Considerando come stavo giocando un anno fa e l’intervento chirurgico, essere dove sono oggi è qualcosa di fenomenale.

Sono fiero di quello che ho fatto e so che non ci sarei mai riuscito senza il supporto del mio team e della mia famiglia», conclude Nole.