Rosset: "Il problema di Novak Djokovic era nella testa, Vajda la svolta"


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Rosset: "Il problema di Novak Djokovic era nella testa, Vajda la svolta"

Marc Rosset, ex numero 9 del mondo, pensa che il periodo negativo vissuto da Novak Djokovic fosse legato ad una condizione mentale e non all’infortunio al gomito. Su una colonna dell’importante quotidiano svizzero “Le Temps” , Rosset ha analizzato la finale degli Australian Open, soffermandosi in particolare sul campione serbo.

“Nella sua cerimonia post-match, Djokovic ha ricordato il suo intervento al gomito di un anno fa. Non minimizzo il problema, ma l’operazione é piuttosto aneddotica. Non era più lo stesso per altri motivi.

Il problema vissuta da Djokovic tra giugno 2016 e maggio 2018, non era legato al suo infortunio ma alla sua testa. C’è stato un momento in cui non voleva più lavorare ed allenarsi duramente. Andre Agassi e Radek Stepanek non hanno potuto fare niente.

Novak deve ringraziare Marian Vajda, il suo storico allenatore con cui ha iniziato nuovamente a lavorare ad aprile 2018. Conosce Novak meglio di chiunque altro, quindi ha saputo toccate i punti giusti per la sua rinascita. La loro storia è un classico: è raro che un giocatore giochi un’intera carriera con lo stesso allenatore.

Novak ha cambiato strada per un po’, ma una volta fatte nuove esperienze, ha deciso di tornare dal suo maestro. Vajda è un ragazzo semplice e simpatico. Sapeva cosa avrebbe dovuto fare per stimolare Djokovic. Personalmente, ho capito che Novak sarebbe tornato dopo la reazione rabbiosa avuta in conferenza nel post-match contro Marco Cecchinato al Roland Garros.

Mentre parlava con la stampa, pensai: ‘Ecco di nuovo gli occhi della tigre’ “.