Novak Djokovic: "Vajda mi conosce dentro. Con Agassi ho imparato tanto"


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Novak Djokovic: "Vajda mi conosce dentro. Con Agassi ho imparato tanto"

Miglior esordio a Monte Carlo Novak Djokovic non poteva desiderare. Appena 56 minuti sono stati necessari per battere il connazionale Dusan Lajovic, proveniente dalle qualificazioni, col punteggio di 6-0 6-1. È il primo match vinto per Nole dagli Australian Open. "È stata una buona prestazione - ha riconosciuto Djokovic - considerando il numero di partite che ho giocato negli ultimi 12 mesi, forse 6-7 da Wimbledon".

"Mi manca il ritmo partita e la competizione. Ovviamente allenarsi e giocare set di allenamento è una cosa. Giocare un match ufficiale è un'altra, soprattutto a livello mentale. Non è stato facile per me il decorso post-operatorio, le prestazioni sottotono a Indian Wells e Miami. Ma ciò mi ha reso ancora più ispirato per tornare e cercare di giocare nel modo desiderato".

Impossibile non parlare della nuova collaborazione con lo storico allenatore Marian Vajda, tornato nel box del serbo dopo la separazione di un anno fa. "È un inizio fresco per entrambi. Ci siamo mancati a vicenda. Ma ci siamo divertiti tanto negli ultimi 10 giorni di allenamento avuti. Mi conosce meglio di qualsiasi allenatore di tennis con cui abbia mai lavorato. Per me lui c'è sempre, sia a livello professionale che privato. Mi conosce dentro e sa di cosa ho bisogno per giocare al massimo. Non abbiamo un impegno di lungo termine, vediamo come va in questo torneo. Per ora bene".

Vajda "succede" ad Andre Agassi e Radek Stepanek, "silurati" nel giro di una settimana. Parole di grande stima da parte di Djokovic: "Sono grato a entrambi per avermi voluto aiutare, in modo molto generoso, il più possibile. Abbiamo deciso che separarsi era la cosa migliore per tutti. Con Andre, non avevamo preso alcun impegno e né avevamo firmato un contratto. Ufficialmente non lavorava con me. Mi aiutava e mi dava consigli, voleva condividere la sua esperienza con me. Ho imparato cose straordinarie con lui. Tuttora posso chiamarlo in qualsiasi momento e chiedergli consigli e suggerimenti".

"Con Radek idem, anche se lì era diverso perché parlavamo di impegni a lungo termine. Radek aveva finito la sua carriera a fine dicembre e fino ad allora non sapevamo se avrebbe proseguito da giocatore o allenatore. Quindi è finita prima di cominciare".

Djokovic ha inoltre parlato della decisione di andare sotto i ferri soltanto all'inizio di quest'anno e non quando si è fermato a luglio: "Non era un'opzione che mi avevano consigliato, e poi non mi piacciono gli interventi, non ne avevo mai avuto uno. Alla fine andava eseguito e purtroppo è successo quando la stagione era già iniziata. L'intervento è stato fatto bene e già cinque settimane dopo ero in campo. A Indian Wells e Miami non ero pronto a livello fisico, avevo dolore, mi ponevo delle domande e non sapevo quale direzione prendere". Ma adesso sembra un nuovo inizio.

I colpi migliori di Nole contro Lajovic: