Berrettini: "Federer il mio tennista preferito. Nel cuore c'è Wimbledon, ma non solo"

Il tennista italiano si racconta in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera: tra idoli, tornei e amici nel circuito

by Martina Sessa
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Berrettini: "Federer il mio tennista preferito. Nel cuore c'è Wimbledon, ma non solo"

Matteo Berrettini è tornato nel circuito. Un grande e sorprendente Wimbledon, spintosi fino agli ottavi di finale, persi con l’attuale campione in carica Carlos Alcaraz, apre alle porte a un inizio per il tennista romano.

Una ripartenza dopo mesi di infortuni e forfait. Prima del via al Masters 1000 di Toronto, Matteo Berrettini si racconta in un’intervista rilasciata a Walter Veltroni, sulle pagine del Corriere della Sera: diversi e numerosi i temi, dagli idoli e modelli, ai tornei dei sogni, passando per le amicizie.

“Il mio tennista preferito? Federer. A Wimbledon, quando ho giocato contro di lui, non sapevo neanche dove mi trovassi; ed è stata anche una sconfitta pesante. Lui non è un grande tennista, è una persona fantastica”, rivela l’ex numero uno d’Italia sul campione svizzero.

I due non hanno condiviso solo il campo di Wimbledon: il romano era presente al fianco del venti volte campione Slam nella serata del suo ritiro in Laver Cup.

Il torneo dei sogni e Sonego

Lo ha detto stesso lui in diverse interviste: al di là del match contro Federer, Wimbledon è il posto del suo cuore.

Per questo, la risposta alla domanda sul torneo cui ambisce risulta quasi scontata. “Il mio obiettivo vincere Wimbledon. E anche gli Internazionali di Italia”, svela il finalista all’All England Club nel 2021.

Non solo obiettivi di campo: “Ho conosciuto il malessere e vorrei non incontrarlo più”. Un periodo difficile per Berrettini, che sa di poter contare sull’unico amico che ritiene tale nel tour: Lorenzo Sonego.

“Con lui c’è un’amicizia, l’unica, che supera il campo da tennis. Siamo coetanei, abbiamo fatto lo stesso percorso e ci stimiamo. Gli abbracci a Stoccarda e poi a Wimbledon [il primo scontro vinto da Sonego; il secondo da Berrettini, ndr] rappresentano una sensibilità che è rara, nel tennis e non solo”, dice ancora Berrettini nell’intervista al quotidiani. Photo credits: Getty Images

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