Berrettini scende in campo contro il cyberbullismo: "Sento una grande responsabilità"

Il tennista romano ha aderito al progetto Spalla a Spalla contro il bullismo

by Antonio Frappola
SHARE
Berrettini scende in campo contro il cyberbullismo: "Sento una grande responsabilità"

Matteo Berrettini ha sempre cercato di lanciare messaggi positivi attraverso i social network combattendo ogni forma di bullismo e cyberbullismo. Il romano, grazie agli incredibili risultati raggiunti sul campo, è diventato uno dei tennisti più popolari del circuito maggiore e ha visto aumentare vertiginosamente il numero di follower sui social e quello dei fan al proprio seguito.

La maggiore esposizione mediatica, però, può avere anche degli effetti negativi. In più di un’occasione, l’azzurro ha rivelato di aver ricevuto diverse offese e minacce dopo una sconfitta. Che sia l’antipatia verso uno sportivo o l’esito negativo di una banale scommessa, l’odio ingiustificato nei confronti di un atleta va sempre condannato e denunciato.

Berrettini scende in campo contro bullismo e cyberbullismo

Berrettini ha deciso di aderire al progetto Spalla a Spalla, in collaborazione con l’associazione Fare x Bene, insieme al suo sponsor Head&Shoulders. Spalla a Spalla ha l’obiettivo di educare, sensibilizzare, prevenire e contrastare ogni tipo di fenomeno legato al bullismo e al cyberbullismo.

Un progetto che coinvolgerà 20 istituti italiani e si rivolgerà agli studenti di scuole secondarie di secondo grado. “Si tratta di un’iniziativa importante perché si rivolge ai ragazzi giovani.

A quell’età si tende a giustificarli anche quando commettono errori. Ma non bisogna dimenticare che è proprio in quel momento, al liceo, che iniziano a formare il proprio carattere e a compiere delle scelte" , ha spiegato Berrettini durante la presentazione di Spalla a Spalla a Milano e nelle parole riportate da Style Magazine, la rivista de Il Corriere della Sera.

"Sento una grande responsabilità perché so bene quanto mi seguano e quanto alcuni di loro mi vedano come un esempio. Alla loro età, anche io guardavo con ammirazione i miei idoli dello sport. Non ho intenzione di deluderli.

Attraverso i social, Head&Shoulders mi sta dando la possibilità di fare qualcosa di più specifico e concreto. Più che di bullismo, parlerei di cyberbullismo nel mio caso. Purtroppo è un effetto collaterale dell’esposizione mediatica e dei social.

Soprattutto quando ero agli inizi, in molti hanno cercato di scoraggiarmi con commenti del tipo 'Non sfonderai mai' , 'La tua è solo fortuna' o anche peggio… Adesso le frasi sono diverse: va molto di moda scrivere 'Pensi solo a fare altro piuttosto che a giocare a tennis' .

In tanti, sul web, mi accusano ancora di non essere all’altezza delle loro aspettative. Però io sono più maturo. Penso che, con la libertà che c’è sui social, sia impossibile aspettarsi solo critiche costruttive.

Però se una campagna come Spalla a Spalla riesce a convincere anche un solo ragazzo a essere più empatico e gentile nei confronti degli altri, allora ben venga! " . Photo Credit: Getty Images

SHARE