Berrettini ritorna 'gigante' e riflette: "Non è mai facile gestire la pressione"



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Berrettini ritorna 'gigante' e riflette: "Non è mai facile gestire la pressione"

Matteo Berrettini non ha sprecato il primo match point nella sfida contro la Norvegia. Anzi. Con una prestazione da gigante si è sbarazzato di Casper Ruud, presumibilmente ancora in fase di rodaggio, e ha consentito a Lucia Bronzetti di disputare la propria partita con la vittoria azzurra già in tasca.

La squadra capitanata da Vincenzo Santopadre ha poi blindato il passaggio al turno successivo nel mini-playoff contro la vincente della sfida tra Polonia e Svizzera grazie a un rotondissimo 5-0. Il numero uno azzurro a Brisbane ha poi parlato in compagnia del resto della squadra in conferenza stampa con una certa tranquillità.

Evidentemente meritata dopo il successo ai danni del numero tre del mondo. "Sono felicissimo per la vittoria e per il risultato della squadra. Penso di aver giocato una grande partita. Ovviamente conosco Casper molto bene, anzi direi che ci conosciamo a vicenda molto bene.

Sono ancora più felice perché come avevo spiegato dopo il match con Monteiro dopo tanti mesi di assenza non pensavo di poter ritrovare questo livello già così velocemente. Non sai mai quando ritornerai a esprimerti su certi livelli, quindi per me è motivo di grande orgoglio" ha detto, prima di soffermarsi sul lato genuinamente più tecnico.

"Ovviamente ho servito molto bene, cosa che contro un giocatore come lui è fondamentale visto che è molto solido e prende sempre la decisione giusta. Ed è importante essere sempre aggressivi e non lasciargli il pallino del gioco perché in quel caso diventa pericolosissimo.

In generale credo il match sia stato preparato molto bene" L'Italia giocherà lo spareggio contro una tra Polonia e Svizzera. Quindi per Berrettini ci sarà uno tra Wawrinka e Hurkacz. "Non ho mai giocato contro Stan, quindi sarebbe affascinante.

Ovviamente parliamo in entrambi i casi di due grandi giocatori. La lezione più importante che ho imparato dalla fase juniores a oggi e di costruire mattoncino dopo mattoncino il mio muro e di non lasciarmi scalfire dalle sconfitte.

Grazie per la domanda" ha detto sorridendo, parlando poi più in generale prima di soffermarsi su come gestire la pressione. "Quella non se ne va mai. Non importa se sei un campione Slam, un Top 10 o ti sei appena affacciato al professionismo.

Ieri parlando con il mio allenatore riflettevo sul fatto che ci fosse un sacco di pressione da gestire non solamente per il match con Casper ma più in generale per il resto della stagione" ha detto prima di rispondere a un giocatore juniores presente in conferenza stampa.

"15 anni? Sei fortunato. Vuol dire che stai imparando adesso a gestire la tua routine e a prendere confidenza con tutto quello che hai intorno. Bisogna anche imparare a gestire le cose in un certo modo a seconda di molti elementi.

L'importante è fidarsi del proprio coach, perché se ti conosce fuori dal campo ti conosce anche in campo. E il mio sfortunatamente mi conosce" ha detto sorridendo.