Anche Binaghi bacchetta Volandri: il duro commento su Berrettini e Sonego



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Anche Binaghi bacchetta Volandri: il duro commento su Berrettini e Sonego

Il cammino dell’Italia in Coppa Davis si è interrotto in semifinale. Il team capitanato da Filippo Volandri ha dovuto fare a meno del suo numero uno, ovvero Jannik Sinner, ma è arrivato a un solo passo da una storica finale.

A fermare gli azzurri è stato il Canada di Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov. Quest’ultimo è stato sconfitto nel primo singolare di giornata da Lorenzo Sonego in tre set. Auger-Aliassime ha poi pareggiato i conti battendo nettamente Lorenzo Musetti.

L’Italia ha successivamente perso per un infortunio al polpaccio anche Simone Bolelli e, quindi, la possibilità di schierare una delle migliori coppie del Tour. Volandri ha così scelto di schierare Matteo Berrettini, che non disputava un match ufficiale dalla finale disputata al torneo ATP 250 di Napoli.

Una scelta che ha sorpreso tutti proprio per le condizioni fisiche non ottimali del tennista romano. Fognini e Berrettini non sono riusciti a conquistare il punto decisivo e hanno perso in due set ai danni di Auger-Aliassime e Vasek Pospisil.

Binaghi: "Sonego era lo soluzione più logica"

Il presidente della FIT Angelo Binaghi ha parlato proprio della scelta presa da Volandri in un’intervista esclusiva rilasciata al quotidiano Il Messaggero. "Sorpreso? Francamente sì, io non sapevo nemmeno che fosse in grado di giocare.

Mi aspettavo l’impiego di Sonego, pensavo fosse la soluzione più logica, soprattutto perché era in palla, come Aliassime che infatti, pur non essendo un doppista, ha trascinato il Canada alla vittoria finale.

Ma io non ho tutte le informazioni che aveva a disposizione Volandri per decidere" , ha spiegato Binaghi. Volandri ha risposto alle critiche ricevute dagli appasionati di tennis sui social nelle ultime ore. "Qualcuno ha parlato di una insistenza di Berrettini: follia pura.

La verità è che Sonego non scendeva dal lettino per la stanchezza e Musetti era troppo giù per giocare. È stata una scelta obbligata. Però posso dirla una cosa? Non riduciamo tutto a una vittoria o a una sconfitta, serve più cultura sportiva" . Photo Credit: Getty Images