Il duro sfogo di Matteo Berrettini: "Mi inquieta la mancanza di sensibilità umana"



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Il duro sfogo di Matteo Berrettini: "Mi inquieta la mancanza di sensibilità umana"

Far parte dell’élite del tennis mondiale, purtroppo, vuol dire anche dover fare i conti con i commenti negativi e le offese gratuite che le persone pensano di poter “vomitare” sui social network. Cresce sempre di più il numero di tennisti che, dopo una sconfitta o una brutta prestazione, entra in questo circolo vizioso ed è costretto a subire i giudizi di individui spesso fuori luogo e insoddisfatti.

Che sia l’antipatia verso uno sportivo o l’esito negativo di una banale scommessa, l’odio ingiustificato nei confronti di un atleta va sempre condannato e denunciato.

Berrettini: "Mi inquieta la mancanza di sensibilità umana"

Lo sa benissimo Matteo Berrettini, che ha visto cambiare la propria vita negli ultimi anni grazie agli incredibili risultati raggiunti sul rettangolo di gioco.

Il romano ha conquistato sette titoli ATP, raggiunto il sesto posto della classifica mondiale e disputato una storica finale a Wimbledon nel 2021. Berrettini, per tutta questa serie di motivi, è diventato uno dei tennisti più popolari del circuito maggiore e ha visto aumentare vertiginosamente il numero di follower sui social e quello dei fan al proprio seguito.

L’altra faccia della medaglia, come accennato ad inizio articolo, riguarda la maggiore esposizione mediatica. “Sui social ci sto, ma non tantissimo. Leggo, alcune volte sorrido, alcune volte ci rimango male. Più che altro mi sorprende la cattiveria" , ha spiegato Berrettini in un'intervista eslcusiva rilasciata al Corriere dello Sport.

"Mi chiedo come uno si possa sfogare così tanto su qualcuno. Mi inquieta la mancanza di sensibilità umana, come se noi fossimo delle macchine che devono fare solo quello: se falliamo siamo da rottamare e se vinciamo siamo da mettere su un piedistallo.

Alla fine vado a dormire lo stesso e il giorno dopo sono tranquillo, ma mi dispiace che a volte il tennis venga visto così. Ho bisogno di rientrare in un’ottica di normalità: dimenticare il Matteo Berrettini tennista e diventare Matteo e basta, quello che parla con gli amici di quando si andava a scuola, delle bravate fatte da ragazzini. Cose che mi fanno riconnettere con la realtà" . Photo Credit: Getty Images